Me li vedo, fra fichi d’India e ginestre, gli zoccoli degli asini avanzare lenti lungo le mulattiere della selvaggia Alicudi, l’isola più occidentale delle Eolie dove le distanze si misurano in gradini e dove, al gradino 357, i muli si fermano per scaricare il loro prezioso carico di libri e far ritorno al porto a prenderne altri.
L’avventura risale al 2017 quando, a due anni dalla scomparsa dello scrittore Franco Scaglia, la moglie e attrice Mascia Musy decise di donare i libri di Franco all’amata Alicudi,
«un piccolo paradiso dove l’uomo non ha mai potuto comandare - racconta Mascia - e dove invece comanda ancora la Natura, ovvero il mare e il vento, il sole e la luna, la flora e la fauna, le stelle; un angolo incantevole che ti regala ogni istante la meravigliosa sensazione di far parte del Tutto».
L’impresa sembrava folle: trasferire 7000 volumi da Roma ad Alicudi e poi salire con i muli fino al gradino 357 ma, come Mascia e Franco amavano dirsi citando Ezra Pound, «se un uomo non ha il coraggio di credere nelle proprie idee, o quell’uomo non vale nulla, o quelle idee non valgono nulla». 
È nata così la «Biblioteca tra cielo e mare Franco Scaglia» nella tranquilla Alicudi che, con meno di 70 abitanti, 600 capre selvatiche e circa 7500 libri, è un angolo di incontaminata purezza, cielo turchese, scogliere a picco sul mare, pendici vulcaniche, profumata macchia mediterranea, labirinti di scale, case in pietra lavica e parole, milioni di eterne, pazienti parole.
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