«Quando ero bambina, a Brescia i negozi che vendevano banane erano due: uno in Corso Garibaldi e l’altro in Porta Venezia. Avevano il casco appeso fuori e man mano i frutti si maturavano, li si poteva acquistare - raccontano i 90 anni di zia Marisa -
Il latte si andava a prendere in latteria consegnando la bottiglia di vetro vuota che veniva acquistata la prima volta. Idem per l’olio.
Lo zucchero si comprava sfuso in fogli di carta azzurro/blu con i quali poi si ricoprivano i libri, mentre la carta gialla di formaggi e salumi veniva usata per assorbire i grassi e poi, ridotta in pallottole, per accendere la stufa.
In casa avevamo la cucina economica con la quale ci si scaldava, si cucinava al forno o in padella e si asciugavano i panni.
I pannolini dei bimbi? Pezze triangolari di cotone che si lavavano.












