E se, tra qualche anno, tutto il web e non solo gli ambiti attualmente in essere, diventasse headless (senza testa)? Niente più siti da navigare e moduli da compilare, ma solo un’invisibile architettura fatta di puro codice, esplorata da un unico agente IA al quale chiedere di agire in nome nostro per qualsiasi necessità?
Se così fosse, potremmo passare dall’attuale regalo dei nostri dati alla rete, a cedere a ignoti guardiani digitali la sovranità di scelta in cambio di un po' di tempo libero. E poi?
Domande inquietanti ma da riformulare poiché la nostra priorità, adesso, non è «Cosa succederà domani», bensì «Chi scegliamo di essere oggi». Non, quindi, «Come sarà il futuro dell’IA», ma «Perché, ora, vogliamo usarla come sostituta del nostro cervello?»
...