Ci sono traiettorie che nascono da un gesto minuscolo: un padre che prova ad aggiustare ciò che si è rotto, un bambino che gli passa gli attrezzi. Christian Fracassi è cresciuto così, tra viti che non volevano girare e ingranaggi ostinati.
Il padre tentava, sbagliava, riprovava. Poi chiamava un artigiano, ma prima diceva al figlio: «Guarda bene come fa così la prossima volta lo aggiustiamo noi». Era un insegnamento sommesso: la realtà non si subisce, si ripara.
Quel bambino è diventato ingegnere, e un giorno si è trovato davanti a un mondo che respirava a fatica.
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