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Il blog felice
Der Blog vom Glück
The happy blog

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NUOVI ORIZZONTI

Mi capita spesso di imbattermi in persone che, seppur molto diverse fra loro, sono accomunate dal medesimo smarrimento del non riuscire a trovare il senso della vita, quel senso che esiste e che attende il nostro permesso per svelarcisi.

Agata è passata dal ruolo di manager nella capitale, al silenzio di una tenuta nella campagna laziale; mi racconta della sua felicità e del privilegio d’essere padrona del proprio tempo, ma i suoi occhi trasudano pena.

E che dire di Sergio, triste perché non riesce a superare la morte del padre, suo unico punto di riferimento? Di Marina che corre per arrivare dappertutto e lamenta la mancanza di spazio per sé?

Di Ciro che trova sollievo bevendo? Di Livia che rincorre la serenità frequentando corsi su corsi? Di Mattia che sta male perché non riesce ad andare in pensione, e di Antonio che ci è riuscito e ora si annoia?

Il disagio latente avvolge chi cerca il proprio star bene all’esterno di sé, come se figli, amici, partner, vacanze, oggetti, professioni, case… avessero mai riempito il vuoto che abita le profondità umane.

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25 MAGGIO 2021
NEL GIORNO DELL'ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI GEORGE FLOYD
SAI COSA VUOL DIRE NASCERE CON LA PELLE NERA?

No, se non ci sei nato non lo sai, e non puoi nemmeno immaginartelo. Non è possibile comprendere cosa provi chi porta impresso un marchio impossibile da nascondere e che suscita negli altri un’immediata ansia data dalla rilevazione mentale di una diversità.

Le neuroscienze ci mostrano, infatti, che il diverso attiva nel nostro cervello una connessione neurale di possibile pericolo, ma sapere che in noi ci sono inconsce cause ‘strutturali’, non giustifica in alcun modo comportamenti violenti come quelli del drammatico caso che oggi ricordiamo. Uno per tanti. Uno per tutti.

IL FATTO

È il 25 maggio del 2020, sono da poco passate le 8 di sera a Minneapolis, in Minnesota, quando George Floyd, afroamericano di 46 anni, reo sospetto di aver pagato un pacchetto di sigarette con una banconota falsa da 20 dollari, viene deliberatamente soffocato da Derek Michael Chauvin, un ufficiale della polizia americana, che per 9 minuti preme con glaciale indifferenza il ginocchio contro il collo di Floyd, nonostante questi continui a implorare

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Chi lo afferma cade in genere, in errore perché accomuna Skudo®Wavehttp://www.skudowave.com a “prodotti schermanti” con i quali SkudoWave non ha nulla a che fare. Infatti Skudo®Wave non ha la finalità di schermare le onde elettromagnetiche, bensì di agire come prevenzione dal danno biologico al DNA che le radiofrequenze possono causare.

SkudoWave non scherma il telefonino e non interferisce pertanto con le prestazioni del dispositivo sul quale viene applicato; se infatti agisse come un prodotto schermante, il possibile danno arrecato dal telefono cellulare sarebbe addirittura maggiore in quanto il telefonino dovrebbe ricercare  continuamente nuove “celle” di ripetitori alle quali agganciarsi, con un aumento conseguente dell’eccitazione della batteria e quindi delle componenti vibrazionali della materia che compongono il telefonino.

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« Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L’insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “comandante supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica.

Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare per un momento padroni di una frazione di un puntino. Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che noi si abbia una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi. La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora.

Che ci piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto. »

 

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“Oggi noi sappiamo che l’uomo è essenzialmente un essere di luce. E la scienza moderna della fotobiologia ce ne sta fornendo le prove. Nel campo della salute le implicazioni sono enormi. Adesso sappiamo, per esempio, che la luce può generare, o arrestare, delle reazioni a catena nelle cellule, e che il danno genetico cellulare può essere virtualmente riparato , nel giro di alcune ore, da deboli fasci di luce.”
Fritz Albert Popp

Fritz Albert Popp è un grande scienziato tedesco che ha fatto scoperte sensazionali che ruotano attorno alla teoria dei BIOFOTONI, nata dal biofisico tedesco Prof. Fritz Albert Popp, sulle tracce di un intuizione ardita di circa 70 anni fa del biologo russo Alexander Gurwitsch, offre la credibile interpretazione, suffragata oramai da molteplici esperimenti, del fatto che l’evento biologico primario alla base della vita e anche delle alterazioni che portano alla malattia, è un evento fisico di natura elettromagnetica.!Nel 1922 Gurwitsch fece una scoperta pionieristica mettendo due giovani radici di cipolle una vicino all’altra.
Le cellule di una cipolla si divisero in modo particolarmente intenso proprio nel punto verso il quale era orientata la punta della seconda radice.

Il fenomeno non si manifestava quando i due bulbi erano separati da una lastra di vetro che assorbiva i raggi ultravioletti.

Gurwitsch suppose che le cipolle emanassero una radiazione fino ad allora sconosciuta.

Solo 50 anni dopo il biofisico tedesco Albert Popp e il suo gruppo di ricercatori furono in grado di confermare con i loro esperimenti questa supposizione.

Le cellule di esseri umani, di animali e di piante, emanano veramente luce, i cosiddetti BIOFOTONI, sotto forma di “Quanti Energetici”, che le mette in grado di scambiare informazioni anche a lunga distanza.

Questo scambio d’informazioni venne documentato da un ulteriore esperimento, molto sim ile a quello di Gurwitsch.

Due bicchieri di sangue fresco di maiale vennero messi uno accanto all’altro.

In un bicchiere venne instillato un agente patogeno e il sangue reagì producendo anticorpi.

Sorprendentemente più tardi si poté osservare in laboratorio che anche il sangue nel secondo bicchiere aveva prodotto anticorpi, benché non vi fosse stato aggiunto alcun agente patogeno.

Ripetendo l’esperimento ponendo una lastra che non lasciava passare la luce tra i due bicchieri, non si riscontrò alcuna produzione di anticorpi nel secondo bicchiere.

Il termine “biofotoni” indica quindi l’emissione di energia - (più precisamente “quanti energetici”) che si propaga alla velocità della luce - da parte dei sistemi viventi.

Ogni cellula emette segnali specifici, con caratteristiche proprie e di quelle del tessuto di cui fa parte.

Secondo Albert Popp, queste emissioni regolano la crescita e la rigenerazione delle cellule e controllano tutti i processi biochimici.

Che la luce sia veramente la base della trasmissione di segnali, è stato confermato senza alcun dubbio nel 1976 tramite fotorivelatori (detektor) sensibili, i cosiddetti fotomoltiplicatori.

Il supporto più importante dell’irradiamento di biofotoni è il DNA, l’acido desossiribonucleico, una parte costituente della cellula, in cui sono contenute le informazioni genetiche (cromosomi) di un sistema biologico.

Il DNA consiste in dieci miliardi di molecole, che formano una spirale: esso contiene tutte le informazioni biologiche che fanno di un essere ciò che è.

Quindi il DNA è una specie di “antenna elettromagnetica” che, funzionando da stazione ricetrasmittente, assimila informazioni, per inoltrarlenelle nostre cellule, guidando ogni processo cellulare sia che giunga dall’interno e sia che giunga dall’esterno.

NDR—(RICORDATEVI DI QUESTI PASSAGGI PERCHE’ SARANNO FONDAMENTALI PER CAPIRE I DANNI DELLO SMOG ELETTROMAGNTICO CHE VEDREMO PIU’ AVANTI)

L’intensità di questa luce è certo estremamente minima, paragonabile a quella di una candela posta a 20 chilometri di distanza, in compenso però essa possiede una qualità che la predispone ad essere trasmettitrice di informazioni.

La sua irradiazione non è infatti caotica, bensì costituita da vibrazioni stabili come la luce del laser.

Il termine specifico della fisica per l’alto grado di ordine di questa onda di luce è “coerenza”.

Secondo Popp, l’energia elettromagnetica gioca un ruolo fondamentale nella sfera biologica dei Viventi.

Anche Heinsenberg, (Premio Nobel per la Fisica), afferma che l’energia elettromagnetica è l’energia elementare dalla quale dipende tutta la vita dell’organismo vivente poiché capace di modificare l’energia cinetica a livello atomico e molecolare.

La loro esistenza (emissione) ormai comprovata e dimostrata (specie dalle unghie delle mani e dei piedi) ci consente di comprendere l’elevato passaggio d’informazioni dentro la cellula e tra cellule e cellule, informazioni indispensabili per avviare i processi del metabolismo, quelli della crescita e della differenziazione cellulare.

I biofotoni così rappresentano, nell’ambito della cellula e dei rapporti intracellulari, un vero e proprio linguaggio per la trasmissione in codice delle suddette informazioni.

Anche i processi enzimatici, essenziali per la dinamica del buon funzionamento della cellula, sono guidati dai segnali elettromagnetici.

LA VITA
Il corpo umano cerca di vivere sempre in costante condizione di equilibrio, e questo equilibrio è mantenuto soprattutto dall’energia elettromagnetica prodotta dalle cellule del nostro organismo.

Essa è necessaria per far funzionare bene le varie parti della cellula, le cellule di uno stesso organo e quindi i vari organi di uno stesso sistema vivente.

Le cellule di uno stesso organo, per il fatto stesso che hanno identica composizione molecolare, comunicano ed interagiscono utilizzando tutte uno stesso segnale elettromagnetico che si propaga facendole “vibrare” con lo stesso tipo di frequenza che le fa entrare in risonanza tra loro.

Le conoscenze del codice genetico e della scienza chimica classica non sono sufficienti per rendere chiara la complessità dei processi metabolici.

Infatti il nostro organismo è in grado di equilibrare con stupefacente precisione la varietà dell’offerta di nutrimento messagli a disposizione escegliere o trasformare proprio quelle sostanze di cui ha bisogno per rimpiazzare le cellule morte.

Come coordinano le cellule la loro attività allo scopo di mantenere l’intero organismo, considerando il variare degli influssi esterni?

Come può accadere che in ogni cellula abbiano luogo ogni secondo centomila processi chimici, esattamente coordinati tra loro e attraverso i quali, tra l’altro, vengono create nel nostro corpo giornalmente centinaia di miliardi di nuove cellule.

Anche se siamo ancora molto lontani dal capire quest’enorme miracolo, possiamo accettare per scontato che affinché esso avvenga, sia necessaria una rete di informazioni che funzioni con assoluta precisione.

Le scoperte di Popp cambiano anche il nostro punto di vista attuale riguardo ai generi alimentari, dato che alla fin fine, noi esseri umani non saremmo né vegetariani, né carnivori e né magiatutto, bens’ esseri che assorbono luce.

Secondo Popp, l’energia che noi otteniamo dall’alimentazione è proprio l’energia della luce del sole, immagazzinata dalle piante e dagli animali.

LA MALATTIA
Tutti gli organismi viventi irradiano un debole ma permanente flusso di luce, la cui intensità spazia dalla luce visibile all’ultravioletto.

L’emissione di questi biofotoni è correlata a tutte le funzioni fisiologiche.

Le cellule sane emettono oscillazioni ordinate di luce, mentre le cellule malate producono oscillazioni non ordinate.

Maggiore è il disturbo, tanto più caotica è l’emissione di luce.

Oscillazioni caotiche di luce non trasmettono più informazioni corrette alle cellule vicine in quel momento, così allo stesso modo anche le reazioni biochimiche non funzionano più.

Perciò si possono sviluppare sintomi di malattia.

La malattia appare sempre di più come un’interruzione (operata da batteri, virus, funghi, parassiti, sostanze inquinanti o tossiche, che nel loro complesso vengono chiamate “tossine”) delle linee di comunicazione biofotoniche all’interno dell’organismo.

Bisogna notare che tali comunicazioni possiedono una grande velocità, consentendo un coordinamento praticamente istantaneo fra le varie parti dell’organismo.

Le tossine, interrompendo le linee di comunicazione, impediscono lo scambio di informazioni del tutto o in parte; ciò conduce dapprima adun’alterazione elettrica della cellula (ogni cellula del corpo possiede un potenziale di membrana attorno ai 75 mV) che si può rilevare con i metodi bioelettronici; successivamente si produce un’alterazione chimica, che si può rivelare con l’esame del sangue e delle urine; e infine compaiono i sintomi della malattia.

Qualsiasi disordine, disturbo o rottura nel flusso di energia causato attraverso un trauma fisico o psichico, porta alla perdita o ad unaprogressiva modifica dell’informazione ai recettori delle cellule e questo è il primo stadio della malattia.

Gli impulsi di comando non arrivano più corretti e con forza sufficiente alle cellule, agli organi e ai sistemi. Le difese immunitarie vengono indebolite.

La battaglia interna contro i batteri, i virus e i parassiti non avviene più in modo ottimale.

IL BENESSERE
Senza luce per le cellule non è possibile alcuna vita. Nel corpo in ogni minuto muoiono e nascono 100 milioni di cellule.

La comunicazione non conosce alcuna interruzione.

Ogni cellula riceve migliaia di messaggi al secondo.

L’informazione si espande ad altissima velocità.

Sappiamo che queste informazioni hanno la forma della luce e nelle nostre cellule vengono ricevute ed inviate da un’antenna“, che è rappresentata dal DNA.

La sua doppia struttura ad elica lo rende un’antenna per tutte le direzioni, ciò significa che in qualsiasi posizione l’irradiamento dei fotoni cade in modo ottimale.

Per molti motivi già citati siamo sottoposti tuttavia continuamente ad attacchi elettromagnetici che non sono di natura fisiologica.

Come conseguenza alcune delle nostre „antenne“ non sono più in grado di ricevere interamente le informazioni, che garantiscono nella loro totalità il lavoro armonico del meraviglioso sistema precedentemente descritto.

Se si trasmette luce a queste cellule deboli, esse vengono stimolate alla rigenerazione.

L’arricchimento e la qualità (frequenza) attraverso i fotoni sono quindi essenzialmente decisivi per far sì che una cellula e/o un insieme di cellule/organismo possa adempiere i propri compiti.

Diventa così importante inviare alle cellule “messaggi di salute”, “ricordare” alle cellule il loro linguaggio, per poter riattivare il loro metabolismo e le emissioni che esse sono capaci di produrre in uno stato di salute e di equilibrio.

Si possono perciò inviare all’organismo queste “informazioni guida”, sottoforma di quanti di energia luce-fotoni di modo che esso raggiunga di nuovo il suo equilibrio e in quel modo a tutte le cellule viene restituita la possibilità di soddisfare in modo ottimale i compiti a loro assegnati.

Grazie allo studio dei biofotoni si sono potute verificare antiche tecniche di guarigione, e altre si potranno verificare, come l’agopuntura.

Infatti si e visto che i punti cutanei corrispondenti ai punti di agopuntura hanno una resistività elettrica inferiore rispetto alle altre porzioni della pelle, cioè ostacolano meno il passaggio di correnti elettriche.

Gli stessi punti sono stati studiati contando i biofotoni, e si é constatato che l’emissione di biofotoni é maggiore proprio in corrispondenza dei punti di agopuntura.

Un fotone singolo può teoricamente regolare tutto il cambio di materia di una cellula, presupposto che agisca sempre nel momento giusto al posto giusto e che la cellula abbia ancora sufficienti recettori per l’auto-cura.

La teoria dei biofotoni apre quindi la strada alla soluzione di tanti quesiti, ai quali finora la Biochimica medica non aveva saputo dare risposta, ed apre la strada alla prospettiva di utilizzare terapie diverse da quelle utilizzate dalla medicina ufficiale (allopatica).

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