Era da anni che lo specchio pendeva ma, vedendolo poco, avevo finito per dimenticarmene. Ora che l’ho davanti da giorni, mi disturba. Meglio nessuno specchio che uno specchio storto, quindi va raddrizzato.
Estraggo dal muro i tasselli, stucco, traccio i segni, misuro che tutto sia «a bolla», sollevo lo specchio, lo appendo. Non credo ai miei occhi. Tende ancora a destra. Che sia il muro fuori piombo? Verifico. È così.
L’impresa avrà anche lavorato «ammodino», come dicono i toscani, ma non in questa stanza.
L’oggetto era stato sì appeso ortogonalmente, ma l’effetto ottico della parete fuori sesto lo faceva sembrare sbilenco; risolvo attaccandolo inclinato e ora sia muro sia specchio paiono dritti.
Della serie: tra storti non solo ci si capisce, ma si dà vita a un nuovo apparente equilibrio; l’equilibrio degli storti.
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