Ne ho incontrati due, questo mese, di uomini ‘fantini’. Situazioni diverse e anni uno il doppio dell’altro, ma stessa fermezza interiore.
Il primo è Virgi, un magnifico baffo che la premurosa consorte riempie di attenzioni e che, alla boa dei 50 anni di matrimonio, non manca di stimolarlo e, altresì, di riprenderlo.
«Non devi parcheggiare qui ma all’ombra» esclama lei in un assolato lunedì di giugno giustamente preoccupata per le pietanze deteriorabili che lasceranno in auto e, mentre lui piazza la vettura in pieno sole, lei abbassa la voce e commenta «Non mi ascolta mai».
Scendono dall’auto e si allontanano. Virgi è immerso nei suoi pensieri e si accorge della frase che la moglie gli sta ancora ripetendo, dopo qualche metro.
Solerte torna alla macchina, la sposta oltre la curva sotto l’ombrello profumato dei tigli, raggiunge la dolce metà che, con alcune amiche, lo sta aspettando davanti a un imponente castello medioevale e, sorridendo, racconta loro la storia di quel maniero fermo nel tempo.
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