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Il blog felice
Der Blog vom Glück
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NUOVI ORIZZONTI

 

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Antartide. Il cuore immacolato delle Valli Secche di McMurdo custodisce una ferita che non si rimargina: una cascata di sangue (Blood Falls) che inonda a cadenza imprevedibile il ghiacciaio Taylor, tingendo con un salto d’acqua rosso il paesaggio latteo.

Come un segreto che la Terra non riesce più a trattenere.

Come l’urlo improvviso del nostro cuore quando libera ciò che lo opprime.

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Avevano diciott’anni Sarah e Robert, quando si incontrarono negli anni Ottanta e si innamorarono sul set del film Firstborn. Due mesi dopo già vivevano insieme.

La loro vita, apparentemente favolosa, era in realtà insidiata dai demoni della droga e dell’alcol che tenevano in pugno Robert. Sarah Jessica Parker tentava invano di aiutarlo, recuperandolo in giro di notte e trascinandolo il mattino sul set;

il talento di Robert Downey Jr. era innegabile e lei non sopportava di vederlo naufragare in un oceano invisibile, aggrappato a un timone spezzato.

«Le scelte più grandi e difficili in questo tipo di relazioni consistono nel trovare il coraggio di andarsene, anche se pensi che l’altro morirà» racconta l’attrice che vegliò su Robert per sette anni prima di comprendere che,

oltre a non poter aiutare chi non vuole essere aiutato, lei si stava prosciugando e ritardando, al contempo, il momento della verità e della possibile svolta dell’amato.

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Nel bar di periferia, un uomo sta urlando contro il barista per un goccio di soia messo nel caffè al posto del latte. «Maleducato!», «Aggressivo!», sentenzia qualcuno.

Guardo l’accusato. In lui non vedo solo rabbia: un tremore sottile agita le sue mani, il respiro è corto e il volto oppresso da un peso invisibile.

Mi chiedo: quante volte etichettiamo gli altri come se ogni singolo atteggiamento contenesse l’intera storia di chi lo manifesta? Eppure non siamo fotografie istantanee, ma il risultato di un viaggio che ci ha portati fin qui, racconta Nicola Pisani al microfono dell’Associazione Culturale Hayuta.

Riflettendo sul nostro essere geologia in movimento, Nicola ci paragona a vulcani all’interno dei quali convivono energie che, invece di essere espresse, abbiamo stipato nelle fibre del cuore oltre che nelle segrete del corpo.

Questi moti «contengono emozioni trattenute, parole mai dette, sogni, desideri, paure e, proprio come accade nelle profondità della Terra, ciò che rimane compresso, continuando a generare pressione, prima o poi emergerà, travolgendo tutto.

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Inviato da il in NUOVI ORIZZONTI

Attorno al tavolo, i bicchieri di cristallo riflettevano le luci morbide della sera. Gli amici chiacchieravano allegramente.

Al momento di scegliere il nettare per il brindisi, la conversazione cambiò densità e vidi un uomo stimato, un professionista che decide il destino di numerose aziende, raggelarsi solo perché la maggioranza aveva preferito un rosso fermo alle sue bollicine.

In quel preciso istante, il tempo si accartocciò e il manager di successo lasciò il posto a un bambino di sei anni rimasto solo nell’angolo del cortile perché nessuno voleva giocare alle sue regole.

L’anagrafe è un inganno democratico: regala gli anni a tutti, ma non fa sconti sulla maturità. Siamo convinti che l’età adulta sia un traguardo automatico, una linea d’ombra che si attraversa accumulando candeline sulla torta.

Osservando i capelli imbiancare, pensiamo di essere cresciuti mentre, spesso, siamo solo incanutiti.

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Sul palco non ho visto semplicemente una bella donna. Nemmeno solo il talento di una cantante e showgirl. A catturarmi non è stata la benda sull’occhio, orgogliosa feritoia spalancata sul mondo, ma l’essenza invisibile che dimora in quel potente involucro chiamato Gessica Notaro.

Tutto precipita il 10 gennaio 2017. Sotto casa, l’ombra dell’ex fidanzato tenta l’infame oltraggio: cancellare l’identità di Gessica gettandole in viso una bottiglia di acido.

In quell’istante, mentre il fuoco le consuma i lineamenti, la ventisettenne si inginocchia a terra e supplica: «Prenditi la bellezza, ma lasciami gli occhi per vedere il mondo».

Mentre lampi intermittenti spengono l’occhio sinistro e il destro inizia a perdere i contorni, Gessica riesce a chiamare la madre. Poi, in attesa dei soccorsi, prega la Madonna:

«Se non diventerò cieca, farò di tutto per aiutare le donne vittime di violenza». Una promessa solenne, scritta con il sangue, pagata con il respiro.

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