Attorno al tavolo, i bicchieri di cristallo riflettevano le luci morbide della sera. Gli amici chiacchieravano allegramente.
Al momento di scegliere il nettare per il brindisi, la conversazione cambiò densità e vidi un uomo stimato, un professionista che decide il destino di numerose aziende, raggelarsi solo perché la maggioranza aveva preferito un rosso fermo alle sue bollicine.
In quel preciso istante, il tempo si accartocciò e il manager di successo lasciò il posto a un bambino di sei anni rimasto solo nell’angolo del cortile perché nessuno voleva giocare alle sue regole.
L’anagrafe è un inganno democratico: regala gli anni a tutti, ma non fa sconti sulla maturità. Siamo convinti che l’età adulta sia un traguardo automatico, una linea d’ombra che si attraversa accumulando candeline sulla torta.
Osservando i capelli imbiancare, pensiamo di essere cresciuti mentre, spesso, siamo solo incanutiti.
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