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Non l’avrei mai detto che, all’ombra della pergola immersa nella Maremma selvaggia, i nostri cuori sarebbero sprofondati intimamente insieme, e nemmeno mi sarei immaginata che riscrivere da una diversa angolatura alcuni episodi della nostra vita avrebbe sortito cambiamenti così profondi. Eppure è avvenuto, ed è stato liberatorio.
Gabriel Garcia Marquez dice che «la vita non è quella vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda nel raccontarla» ed è proprio questo che è accaduto in quell’anfratto incantato di mondo, allorché i vissuti personali messi nero su bianco sono riemersi scarcerando all’istante il cuore dalla pressione che lo opprimeva.
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