Bianca Brotto

Diffondiamo Bellezza

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biancabrotto

biancabrotto

Amo la vita, sempre, anche quando non la capisco, anche quando soffro, ancor di più quando esplodo di gioia; trovo sia un’avventura straordinaria che si rinnova ogni giorno, al sorgere del sole.


Suono di rado, ma con amore, il pianoforte e canto mentre guido. Non ho tempo per le frequentazioni sterili, ma non guardo l’orologio quando un amico ha bisogno di me; l’amicizia è un dono meraviglioso e mi ha salvato la vita.

Mi piace leggere, lasciarmi rapire dai notturni di Chopin e riempirmi con un bel film.


Adoro il fuoco, la fiamma viva, il calore che mi trasmette. Amo viaggiare e vivere le emozioni della natura, dell’arte e degli incontri inattesi. Quando posso fuggo all’isola d’Elba dove, nell’incedere lento e potente del mare, mi rigenero.



Non mi annoio mai, trovo che il semplice esistere nel presente sia entusiasmante.


COME TRASFORMARE LA CRONACA NERA IN ORO

Nella stragrande maggioranza dei telegiornali di tutto il mondo risuona con forza l’oscuro slogan pessimistico: “va tutto male”.
 La cronaca nera è un coacervo di tossine psichiche ed emotive che inquinano mente, cuore ed intestino. Rispettivamente vanno ad infilarsi presso: sistema linfatico, sistema circolatorio e apparato digerente. In questi tre luoghi possono prosperare, riprodursi e circolare.

 Attraverso l’accentuazione del dramma della morte, dell’omicidio, della perdita, del disastro o della mancanza, vengono introdotti atomi di sofferenza nel corpo energetico di milioni di persone contemporaneamente.

 I pochi esseri umani che tentano di sganciarsi dalla scia delle informazioni “nere” si ritrovano impossibilitati ad ignorare tali informazioni per “senso di colpa”. Alcuni gridano che il senso di impotenza provato davanti ad una notizia che accade dall’altra parte del mondo non deve fermare il movimento di interesse, compassione e indignazione che giustamente muove dall’intelletto e dal cuore. Poi si ritrovano a parlare della guerra per fermare la guerra. Non può funzionare.

 Non hanno ragione quelli che tengono la televisione accesa e il giornale quotidiano alla mano. Non hanno ragione quelli che spengono la tv, ignorando tutto, e si tappano le orecchie come fanno i bambini che non hanno la forza e il coraggio di sentire ciò che gli viene detto.

 Occorre trovare “la via che passa in mezzo”. Ricordate le parole del Buddha ? Se le corde sono poco tirate, il liuto (un tipo di chitarra indiana) non suona, ma se sono tirate troppo, esse si rompono. Quando le corde sono tese nel modo giusto, né troppo né troppo poco, il liuto può suonare in modo meraviglioso !

 Bisogna comprendere profondamente “come” si generano tutti gli eventi. Imparare a non confondere la causa con l’effetto !

 Ogni evento che accade nel mondo è un riflesso di ciò che accade nella vita psichica degli individui.
 Ogni persona, attraverso la sua emissione mentale, prodotta da pensieri ed emozioni, calibrati su frequenze diverse, genera la realtà intorno a sé.
 Ognuno si ritrova a vivere nello strato di mondo che sta creando.
 Quando parliamo invece di eventi che riguardano la collettività bisogna considerare la co-creazione di un grande numero di individui.

 Per generare eventi negativi di massa, ad esempio, occorre molta più energia e sincronizzazione di intenti di persone.
 Pensiero negativo e lamentela inquinano la mia vita, generando, per risonanza, eventi negativi e “sfortunati” nel mio quotidiano.
 Milioni di pensieri negativi e milioni di lamentele, prodotti da milioni di persone, producono eventi drammatici su scala collettiva.
 Una crisi economica si può generare solo come riflesso di una profonda crisi di valori interna.
 Violenza e rabbia represse e covate da un grande numero di esseri umani sono in grado di partorire eventi con un incremento di violenza ed atrocità che coinvolgono la massa.

 L’evento materiale è la giusta compensazione e realizzazione dell’incapacità psichica di elaborare e gestire singolarmente tali squilibri emozionali.

 La società non è malata, è malata la psiche degli individui.
 La mente si è trasformata in un mostro totalmente ingestibile che inghiotte, schiavizza e gestisce la vita delle anime sulla terra !

 Se si impara a non confondere la causa con l’effetto si capisce perfettamente come sia inutile combattere con l’esterno per curare l’interno.

 Se mi guardo allo specchio e vedo degli occhi stanchi, delle occhiaie e profondi segni di stress sul volto, non cercherò di colorare lo specchio con il fine di modificare il riflesso del mio stato interiore. Eppure questa è la strategia di molti. Lo specchio mi sta dicendo che non mi sto riposando, che sono stressato e non me ne curo, che c’è una fuoriuscita grande di energia individuale.
 Correre ai miei ripari vorrà dire prendermi cura di me, della mia vita, del modo in cui gestisco il mio lavoro, le mie relazioni e il mio riposo.

 Per questa ragione non bisogna ignorare le notizie e gli avvenimenti drammatici del mondo ma neanche allarmarsene.
 Ascoltandoli e prendendone coscienza possiamo comprendere noi stessi. Possiamo capire se anche noi abbiamo fatto la nostra parte, attraverso la nostra emissione mentale, a generare su scala collettiva eventi di violenza, dolore e divisione.
 Possiamo chiederci: “Io riesco a gestire, elaborare ed esprimere costruttivamente la mia rabbia ? Oppure ne sono vittima ?”; “Sono in grado di gestire e creare la mia realtà ? Oppure mi sento schiavo e vittima di un mondo che trovo ingiusto, e che quindi mi porta ad essere insoddisfatto e pieno di rancore ?”; “Riesco ad ascoltare gli altri ? Rispetto le differenze di pensiero e di opinione nella mia vita o no ? Riesco ad aprire il mio cuore ? Oppure vivo nella sofferenza e nell’egoismo ?”
 Non si può criticare e giudicare un mondo di quale siamo i creatori.

 Se uno non si prende cura del proprio giardino, non toglie le erbacce, non taglia l’erba, non cura le piante e i fiori, non si dovrebbe azzardare a criticare, giudicare o dare la colpa al giardino.
 Io non vado in allarme se ascolto e vedo eventi di violenza, divisione e ignoranza. Li guardo attentamente e prendo coscienza dell’inconsapevolezza spirituale che li genera. A quel punto, essendo parte del tutto, mi sento legittimato a prendermi cura ancora più di me stesso.

 In un certo senso, posso dire che ho imparato a trasformare la cronaca nera in “piombo che diventa oro”.
 Più sento che ci sono difficoltà ed energie pesanti, più aumento l’amore e la cura per me stesso e per la mia vita.
 Mi prendo la responsabilità degli eventi del mondo senza nessun carico o ansia.
 Ogni disavventura esterna mi ricorda di aggiustare l’interno.

 Mi occupo del mio giardino con amore, consapevolezza, verità e volontà.
 Lascio la libertà a tutti gli altri di scegliere gli strumenti più idonei alla loro evoluzione, compresa la sofferenza.
 Rispetto il sacro libero arbitrio altrui. E facendo questo rispetto anche il mio.

 

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HOW TO TRANSFORM THE CRIME CHRONICLE INTO GOLD

 In the vast majority of the TV news around the world strongly resounds this pessimistic obscure slogan: "everything goes wrong".

 Crime news are an accumulation of mental and emotional toxins that pollute minds, hearts and guts. Respectively they go inserting in: the lymphatic system, the circulatory system and the digestive system. In these three places they can thrive, reproduce themselves and freely circulate.

 By emphasizing the drama of death, of murder, loss, disaster or lack of, they are introducing simultaneously atoms of suffering into the body of millions of people.

 The few humans who try to break away from the wake of “Crime” information they find themselves unable to ignore such information due to a  "feeling of guiltiness". Somebody cries out that the sense of helplessness felt in front of some news that happen on the other side of the world should not stop the movement of interest, compassion and indignation that rightly moves by the intellect and the heart. Then they get together to talk about the war to stop the war. This cannot run.

 They have no reason those who hold the television on and the daily newspaper in their hands. They have no reason those that switch off the television, ignoring everything, and  shut their ears as children who do not have the strength and the courage to hear what it has being said to them.

 We need to find "the way that goes in between." Do you remember the words of the Buddha? With strings too loose, the lute (a type of guitar Indian) does not sound, Tighten the them too much, they will break apart. Not too loose, not too tight, the lute sounds nice!

 We must deeply understand "how" all events happen. We must learn not to mix causes and effects!

 Every event that happens in the world is a reflection of what happens in the mind of people.

 Every person, through his mental issue, produced by thoughts and emotions, calibrated on different frequencies, generates the reality around him.

All of us are living in the layer of the world that we are creating.

 But when we talk about events that concern the society we must consider the co-creation of a large number of individuals.

 To generate negative mass events, for example, you should use much more energy and synchronization of intents of people.

 Negative thinking and complaint pollute my life, while they generate, for resonance, negative and "unlucky" events in my daily life.

 Millions of negative thoughts and millions of complaints, produced by millions of people, produce dramatic events on a collective scale.

 An economic crisis can be generated only as a reflection of a deep crisis of inside values.

 Violence and repressed and brooded anger from a large number of human beings are capable to deliver events with a growth of violence and atrocities that involve masses.

 The material event is the right compensation and realisation of a psychic inability to individually process and manage such emotional imbalances.

 The company is not sick, sick psyche of individuals.

 The mind has become a monster that totally unmanageable, that swallows, enslaves and manages the life of the souls on earth!

 If you learn not to confuse cause and effect you perfectly understand that it is useless to fight with the outside world to treat the inside.

 If I look at myself in the mirror and I see my tired eyes, dark circles and deep signs of stress on my face, I do not try to paint the mirror with the aim to change the reflection of my inner state. But this is the strategy of many. The mirror is telling me that I'm not resting, I am stressed out and I do not care of it, there's a large spill of individual energy.

 Running my shelter will mean to take care of myself, of my life, the way I manage my work, my relationships and my rest.

 For this reason we must not ignore the news and the dramatic events of the world but not even be worried.

 Listening to them and becoming aware of them, we can understand ourselves. We can see if we have done our task, through our mental issue, to generate scale collective events of violence, pain and division.

 We can ask: "Can I manage, develop and express my anger constructively? Or am I a  victim? "; "Am I able to manage and create my reality? Or do I feel slave and victim of a world that I find unfair, and that leads me to be unhappy and resentful? "; "Can I listen to the others? Am I respecting or no the differences of thoughts and opinions in my life? Am I opening my heart? Or Am I living with suffer and selfishness? "

 You cannot criticise and judge a world  that we have created.

 If someone does not take care of his garden, not weeding, not cutting the grass, the plants and the flowers, he should not dare to criticise, to judge or blame the garden.

 I do not become worried if I hear and see events of violence, division and ignorance. I carefully look at them and I take the spiritual consciousness of unconsciousness that produces them. At that point, as I’m part of the whole, I am even more entitled to take care of myself.

 In such a way, I can say that I have learned to turn the crime in "lead that turns to gold."

 The more I hear that somewhere there are difficulties and heavy energies, the more I increase love and care for myself and for my life.

 I take the responsibility for the whole world events without any load or anxiety.

 Every external mishap reminds me to adjust the inside.

 I take care of my garden with love, understanding, truth and desire.

I give to all the people the freedom to choose the most appropriate instruments for their development, including the suffering.

 I respect the sacred free will of other people. And in doing so even with mine.

 Because I choose to create and manifest a wonderful world around me. Humanity gets "always" what tit has chosen. A choice made in the truth, honesty and  clear love of the heart, always shows itself, wherever and however.

 (Andrea Zurlini)



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Inviato da il in PAROLE BELLE

La vera conoscienza che può dare origine in noi ad un profondo mutamento interiore è basata  sull'auto-osservazione diretta di se stessi.
E'estremamente urgente e utile invitare le persone,con mezzi adeguati,a capire meglio se stessi,è un mezzo per modificare le condizioni meccaniche che ci fanno sembrare tanti burattini che si muovono senza consapevolezza ,imbrigliati in schemi subconsci creati tra 0 e 8 anni.
L'auto-osservazione interiore è un mezzo per cambiare intimamente.

Si può affermare che esistono quindi due tipi di conoscienza:una esterna e l'altra interna.
Ci troviamo di fronte a due mondi,l'esterno e l'interno.Il primo di questi è il mondo esteriore è ciò che si può osservare e si percepisce con i sensi della percezione esteriore(i cinque sensi);il secondo può essere percepito soltanto dal SENSO dell'auto-percezione interna.

Pensieri,emozioni,aneliti,speranze, delusioni...sono interiori,invisibili dai sensi ordinari comuni e correnti,anche se per noi sono più reali del tavolo da pranzo o delle poltrone del salotto.

Si può affermare con estrema sicurezza che noi viviamo più nel nostro mondo interiore che in quello esteriore, quindi?

Nei nostri Mondi Interni,nel nostro mondo segreto,amiamo,desideriamo,sospettiamo, benediciamo,malediciamo,aneliamo,soffriamo,
godiamo,veniamo premiati,defraudati.....

L’uomo vive simultaneamente in due mondi,in due realtà,in due ambiti:uno esterno ed uno interno.

Nello stesso modo in cui è indispensabile imparare a camminare nel mondo esterno per non cadere in un burrone,per non perdersi nelle strade  di una città,per selezionare le propie amicizie,per non ingoiare del veleno.....ed altro....così allo stesso modo dobbiamo imparare a camminare nel "Mondo Interno" che è esplorabile anch'esso,con gli adeguati mezzi e strumenti,tramite l'auto-osservazione del sè.

In questa epoca tenebrosa il senso dell'auto-osservazione di se stessi nella razza umana è decadente e completamente atrofizzato.Via via che procediamo e perseveriamo nell'auto-osservazione di noi stessi,il SENSO di questa auto osservazione intima andrà a svilupparsi e rafforzarsi progressivamente in noi, è un mezzo per cambiare intimamente e per sempre i nostri comportamenti.

E.P

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Ritornare a se stessi – G. I. Gurdjieff

“Esistono menti che si interrogano,

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“Non c'è che il successo, istante dopo istante. Siete malato: è un successo.

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P: Normale e una parola di comodo,

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Non conosciamo più la gioia delle cose durevoli, frutto di lavoro.

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Il bisogno di essere amati

è solo una cattiva interpretazione della profonda voglia

di essere amore

Luca D'Alessandro

 

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“Oggi noi sappiamo che l’uomo è essenzialmente un essere di luce. E la scienza moderna della fotobiologia ce ne sta fornendo le prove. Nel campo della salute le implicazioni sono enormi. Adesso sappiamo, per esempio, che la luce può generare, o arrestare, delle reazioni a catena nelle cellule, e che il danno genetico cellulare può essere virtualmente riparato , nel giro di alcune ore, da deboli fasci di luce.”
Fritz Albert Popp

Fritz Albert Popp è un grande scienziato tedesco che ha fatto scoperte sensazionali che ruotano attorno alla teoria dei BIOFOTONI, nata dal biofisico tedesco Prof. Fritz Albert Popp, sulle tracce di un intuizione ardita di circa 70 anni fa del biologo russo Alexander Gurwitsch, offre la credibile interpretazione, suffragata oramai da molteplici esperimenti, del fatto che l’evento biologico primario alla base della vita e anche delle alterazioni che portano alla malattia, è un evento fisico di natura elettromagnetica.!Nel 1922 Gurwitsch fece una scoperta pionieristica mettendo due giovani radici di cipolle una vicino all’altra.
Le cellule di una cipolla si divisero in modo particolarmente intenso proprio nel punto verso il quale era orientata la punta della seconda radice.

Il fenomeno non si manifestava quando i due bulbi erano separati da una lastra di vetro che assorbiva i raggi ultravioletti.

Gurwitsch suppose che le cipolle emanassero una radiazione fino ad allora sconosciuta.

Solo 50 anni dopo il biofisico tedesco Albert Popp e il suo gruppo di ricercatori furono in grado di confermare con i loro esperimenti questa supposizione.

Le cellule di esseri umani, di animali e di piante, emanano veramente luce, i cosiddetti BIOFOTONI, sotto forma di “Quanti Energetici”, che le mette in grado di scambiare informazioni anche a lunga distanza.

Questo scambio d’informazioni venne documentato da un ulteriore esperimento, molto sim ile a quello di Gurwitsch.

Due bicchieri di sangue fresco di maiale vennero messi uno accanto all’altro.

In un bicchiere venne instillato un agente patogeno e il sangue reagì producendo anticorpi.

Sorprendentemente più tardi si poté osservare in laboratorio che anche il sangue nel secondo bicchiere aveva prodotto anticorpi, benché non vi fosse stato aggiunto alcun agente patogeno.

Ripetendo l’esperimento ponendo una lastra che non lasciava passare la luce tra i due bicchieri, non si riscontrò alcuna produzione di anticorpi nel secondo bicchiere.

Il termine “biofotoni” indica quindi l’emissione di energia - (più precisamente “quanti energetici”) che si propaga alla velocità della luce - da parte dei sistemi viventi.

Ogni cellula emette segnali specifici, con caratteristiche proprie e di quelle del tessuto di cui fa parte.

Secondo Albert Popp, queste emissioni regolano la crescita e la rigenerazione delle cellule e controllano tutti i processi biochimici.

Che la luce sia veramente la base della trasmissione di segnali, è stato confermato senza alcun dubbio nel 1976 tramite fotorivelatori (detektor) sensibili, i cosiddetti fotomoltiplicatori.

Il supporto più importante dell’irradiamento di biofotoni è il DNA, l’acido desossiribonucleico, una parte costituente della cellula, in cui sono contenute le informazioni genetiche (cromosomi) di un sistema biologico.

Il DNA consiste in dieci miliardi di molecole, che formano una spirale: esso contiene tutte le informazioni biologiche che fanno di un essere ciò che è.

Quindi il DNA è una specie di “antenna elettromagnetica” che, funzionando da stazione ricetrasmittente, assimila informazioni, per inoltrarlenelle nostre cellule, guidando ogni processo cellulare sia che giunga dall’interno e sia che giunga dall’esterno.

NDR—(RICORDATEVI DI QUESTI PASSAGGI PERCHE’ SARANNO FONDAMENTALI PER CAPIRE I DANNI DELLO SMOG ELETTROMAGNTICO CHE VEDREMO PIU’ AVANTI)

L’intensità di questa luce è certo estremamente minima, paragonabile a quella di una candela posta a 20 chilometri di distanza, in compenso però essa possiede una qualità che la predispone ad essere trasmettitrice di informazioni.

La sua irradiazione non è infatti caotica, bensì costituita da vibrazioni stabili come la luce del laser.

Il termine specifico della fisica per l’alto grado di ordine di questa onda di luce è “coerenza”.

Secondo Popp, l’energia elettromagnetica gioca un ruolo fondamentale nella sfera biologica dei Viventi.

Anche Heinsenberg, (Premio Nobel per la Fisica), afferma che l’energia elettromagnetica è l’energia elementare dalla quale dipende tutta la vita dell’organismo vivente poiché capace di modificare l’energia cinetica a livello atomico e molecolare.

La loro esistenza (emissione) ormai comprovata e dimostrata (specie dalle unghie delle mani e dei piedi) ci consente di comprendere l’elevato passaggio d’informazioni dentro la cellula e tra cellule e cellule, informazioni indispensabili per avviare i processi del metabolismo, quelli della crescita e della differenziazione cellulare.

I biofotoni così rappresentano, nell’ambito della cellula e dei rapporti intracellulari, un vero e proprio linguaggio per la trasmissione in codice delle suddette informazioni.

Anche i processi enzimatici, essenziali per la dinamica del buon funzionamento della cellula, sono guidati dai segnali elettromagnetici.

LA VITA
Il corpo umano cerca di vivere sempre in costante condizione di equilibrio, e questo equilibrio è mantenuto soprattutto dall’energia elettromagnetica prodotta dalle cellule del nostro organismo.

Essa è necessaria per far funzionare bene le varie parti della cellula, le cellule di uno stesso organo e quindi i vari organi di uno stesso sistema vivente.

Le cellule di uno stesso organo, per il fatto stesso che hanno identica composizione molecolare, comunicano ed interagiscono utilizzando tutte uno stesso segnale elettromagnetico che si propaga facendole “vibrare” con lo stesso tipo di frequenza che le fa entrare in risonanza tra loro.

Le conoscenze del codice genetico e della scienza chimica classica non sono sufficienti per rendere chiara la complessità dei processi metabolici.

Infatti il nostro organismo è in grado di equilibrare con stupefacente precisione la varietà dell’offerta di nutrimento messagli a disposizione escegliere o trasformare proprio quelle sostanze di cui ha bisogno per rimpiazzare le cellule morte.

Come coordinano le cellule la loro attività allo scopo di mantenere l’intero organismo, considerando il variare degli influssi esterni?

Come può accadere che in ogni cellula abbiano luogo ogni secondo centomila processi chimici, esattamente coordinati tra loro e attraverso i quali, tra l’altro, vengono create nel nostro corpo giornalmente centinaia di miliardi di nuove cellule.

Anche se siamo ancora molto lontani dal capire quest’enorme miracolo, possiamo accettare per scontato che affinché esso avvenga, sia necessaria una rete di informazioni che funzioni con assoluta precisione.

Le scoperte di Popp cambiano anche il nostro punto di vista attuale riguardo ai generi alimentari, dato che alla fin fine, noi esseri umani non saremmo né vegetariani, né carnivori e né magiatutto, bens’ esseri che assorbono luce.

Secondo Popp, l’energia che noi otteniamo dall’alimentazione è proprio l’energia della luce del sole, immagazzinata dalle piante e dagli animali.

LA MALATTIA
Tutti gli organismi viventi irradiano un debole ma permanente flusso di luce, la cui intensità spazia dalla luce visibile all’ultravioletto.

L’emissione di questi biofotoni è correlata a tutte le funzioni fisiologiche.

Le cellule sane emettono oscillazioni ordinate di luce, mentre le cellule malate producono oscillazioni non ordinate.

Maggiore è il disturbo, tanto più caotica è l’emissione di luce.

Oscillazioni caotiche di luce non trasmettono più informazioni corrette alle cellule vicine in quel momento, così allo stesso modo anche le reazioni biochimiche non funzionano più.

Perciò si possono sviluppare sintomi di malattia.

La malattia appare sempre di più come un’interruzione (operata da batteri, virus, funghi, parassiti, sostanze inquinanti o tossiche, che nel loro complesso vengono chiamate “tossine”) delle linee di comunicazione biofotoniche all’interno dell’organismo.

Bisogna notare che tali comunicazioni possiedono una grande velocità, consentendo un coordinamento praticamente istantaneo fra le varie parti dell’organismo.

Le tossine, interrompendo le linee di comunicazione, impediscono lo scambio di informazioni del tutto o in parte; ciò conduce dapprima adun’alterazione elettrica della cellula (ogni cellula del corpo possiede un potenziale di membrana attorno ai 75 mV) che si può rilevare con i metodi bioelettronici; successivamente si produce un’alterazione chimica, che si può rivelare con l’esame del sangue e delle urine; e infine compaiono i sintomi della malattia.

Qualsiasi disordine, disturbo o rottura nel flusso di energia causato attraverso un trauma fisico o psichico, porta alla perdita o ad unaprogressiva modifica dell’informazione ai recettori delle cellule e questo è il primo stadio della malattia.

Gli impulsi di comando non arrivano più corretti e con forza sufficiente alle cellule, agli organi e ai sistemi. Le difese immunitarie vengono indebolite.

La battaglia interna contro i batteri, i virus e i parassiti non avviene più in modo ottimale.

IL BENESSERE
Senza luce per le cellule non è possibile alcuna vita. Nel corpo in ogni minuto muoiono e nascono 100 milioni di cellule.

La comunicazione non conosce alcuna interruzione.

Ogni cellula riceve migliaia di messaggi al secondo.

L’informazione si espande ad altissima velocità.

Sappiamo che queste informazioni hanno la forma della luce e nelle nostre cellule vengono ricevute ed inviate da un’antenna“, che è rappresentata dal DNA.

La sua doppia struttura ad elica lo rende un’antenna per tutte le direzioni, ciò significa che in qualsiasi posizione l’irradiamento dei fotoni cade in modo ottimale.

Per molti motivi già citati siamo sottoposti tuttavia continuamente ad attacchi elettromagnetici che non sono di natura fisiologica.

Come conseguenza alcune delle nostre „antenne“ non sono più in grado di ricevere interamente le informazioni, che garantiscono nella loro totalità il lavoro armonico del meraviglioso sistema precedentemente descritto.

Se si trasmette luce a queste cellule deboli, esse vengono stimolate alla rigenerazione.

L’arricchimento e la qualità (frequenza) attraverso i fotoni sono quindi essenzialmente decisivi per far sì che una cellula e/o un insieme di cellule/organismo possa adempiere i propri compiti.

Diventa così importante inviare alle cellule “messaggi di salute”, “ricordare” alle cellule il loro linguaggio, per poter riattivare il loro metabolismo e le emissioni che esse sono capaci di produrre in uno stato di salute e di equilibrio.

Si possono perciò inviare all’organismo queste “informazioni guida”, sottoforma di quanti di energia luce-fotoni di modo che esso raggiunga di nuovo il suo equilibrio e in quel modo a tutte le cellule viene restituita la possibilità di soddisfare in modo ottimale i compiti a loro assegnati.

Grazie allo studio dei biofotoni si sono potute verificare antiche tecniche di guarigione, e altre si potranno verificare, come l’agopuntura.

Infatti si e visto che i punti cutanei corrispondenti ai punti di agopuntura hanno una resistività elettrica inferiore rispetto alle altre porzioni della pelle, cioè ostacolano meno il passaggio di correnti elettriche.

Gli stessi punti sono stati studiati contando i biofotoni, e si é constatato che l’emissione di biofotoni é maggiore proprio in corrispondenza dei punti di agopuntura.

Un fotone singolo può teoricamente regolare tutto il cambio di materia di una cellula, presupposto che agisca sempre nel momento giusto al posto giusto e che la cellula abbia ancora sufficienti recettori per l’auto-cura.

La teoria dei biofotoni apre quindi la strada alla soluzione di tanti quesiti, ai quali finora la Biochimica medica non aveva saputo dare risposta, ed apre la strada alla prospettiva di utilizzare terapie diverse da quelle utilizzate dalla medicina ufficiale (allopatica).

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Quando ho cominciato ad amarmi...davvero... ho capito com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno

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Nell’immediato dopoguerra, in un negozio di scarpe nel cuore della Milano dei navigli, gli avventori sono gli ignari, potenziali protagonisti di un incontro che potrà cambiare la loro vita.

Mentre i clienti provano le calzature fatte a mano da Ruben, il proprietario del negozio, costui, in uno specchio antichissimo e dalle origini sconosciute, riesce a vedere riflesse scene della loro vita passata o futura.

Forte di questo dono, Ruben, nel tentativo di modificare il corso degli eventi, interagisce con i clienti senza mai scoprirsi.

Finché, in un pomeriggio di ottobre del 1955, nel negozio entra un bambino di cinque anni…

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Dentro le scarpe è un romanzo intriso di realismo magico, che affronta con uno sguardo intenso, ma al contempo scanzonato, i temi fondamentali dell’esistenza, a cominciare dall’amore e dalla morte, e il modo in cui fluiscono nella vita dell’uomo attraverso i fili imperscrutabili del destino.

    Quando Ruben eredita l’attività di calzolaio sui Navigli milanesi, dopo la scomparsa del precedente Maestro, sa che quello è il suo ineludibile futuro: diventare a sua volta il Maestro e, attraverso uno specchio – antichissimo, eterno, forse – leggere il passato e il futuro dei clienti che entrano nel suo negozio, per provare a incidere sulle loro esistenze.

  Nel corso degli anni, la piccola bottega accoglierà un variopinto campionario di umanità: individui dalle sorti spesso avverse che a volte si incroceranno e non di rado –  ma non sempre – Ruben riuscirà a salvare.

Le storie dei vari personaggi, accomunati dal medesimo incontro, si intrecciano con le vite del protagonista e del suo successore in un arco temporale che va dal 1950 al 1992.




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Non permettere a te stesso di cadere nella trappola del dolore e della sofferenza.
Se ti senti non amato o tradito da qualcuno, non cadere nell'abisso per questo motivo.
Tutto l'universo ti ama, l’energia ti ama, così è, anche se ora non riesci a sentire questo amore che è già dentro di te.
Smetti di cercare fuori, non troverai quello che cerchi
Soffri perché cerchi negli altri, ciò che devi imparare a darti da solo.
AMATI
Non ti completi con un altro, ma con te stesso e con l’energia che ti circonda.
Quando sarai completo, non incontrerai o attrarrai più certe situazioni di dolore e sofferenza, non ti serviranno più.
La pace e l’amore saranno sempre nel tuo cuore.

Dorotea G.P.

 

Don’t let you fall into the trap of pain

Don’t let you fall into the trap of pain and suffering.
If you feel unloved or betrayed by someone, do not fall into the abyss for this reason.
All the universe loves you, energy loves you, so it is, even if now you can not feel this love that is already in you.
Stop looking outside, you will not find what you are looking for
You are suffering because you’re asking someone else what you shall learn to get by yourself.
LOVE YOURSELF
You are not filling yourself with someone, but with yourself and the energy that surrounds you.
When you're full, you’ll never meet or attract situations of pain and suffering, you do not deserve them anymore.
Peace and love will always be in your heart.

Dorotea G.P.

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  • paoLETTA
    paoLETTA dice #
    sono passata da qui e mi sono sentita in un posto confortevole grazie

Inviato da il in RAGGIUNGERE IL SOGNO

Osho Zen
La responsabilità è tua.

 Osho : La gente spesso mi fa sentire stupida. C'è un modo di cambiare questa situazione?

 La mente comune getta sempre la responsabilità su qualcun altro. È sempre l’altro che ti fa soffrire. Sono tua moglie, tuo marito, i tuoi genitori, i tuoi bambini che ti fanno soffrire, oppure è il sistema economico della società, il capitalismo, il comunismo, il fascismo, l’ideologia politica dominante, la struttura sociale oppure sono il fato, il karma, Dio… qualsiasi nome ti venga in mente!

 La gente ha milioni di modi per evitare la responsabilità. Ma nel momento in cui dici che qualcun altro – x, y, z – ti fa soffrire, allora non puoi fare nulla per cambiare. Cosa potresti fare? Quando la società cambierà e ci sarà il comunismo e ci sarà un mondo senza classi, allora tutti saranno felici. Prima non è possibile. Come puoi essere felice in una società povera? E come puoi essere felice in una società dominata dal capitalismo? Come puoi essere felice in una società burocratica? Come puoi essere felice in una società che non ti permette di essere libero?

 Scuse, scuse e scuse – sono scuse per evitare la semplice osservazione che: “Io sono responsabile di me stesso. Nessun altro è responsabile per me; la responsabilità è assolutamente e completamente mia. Qualsiasi cosa io sia, sono io che l’ho creata.” Questo è il significato del sutra:

 Riduci tutte le responsabilità a uno.

 E quell’uno sei tu. Quando avviene questa comprensione:

 Io sono responsabile della mia vita – della mia sofferenza, del mio dolore, di tutto ciò che mi è accaduto e che mi accade – io ho scelto che sia così; questi sono i semi che ho seminato e ora ne sto raccogliendo i frutti; io sono responsabile – una volta che questa intuizione diventa per te una comprensione naturale, tutto il resto è semplice. Allora la vita comincia a prendere una nuova svolta, si muove in una nuova dimensione. Questa dimensione è conversione, rivoluzione, mutamento – perché quando so di essere il responsabile, so anche di poter cambiare in qualsiasi momento decida di farlo. Nessuno può impedirmelo.

 Qualcuno può forse impedirti di abbandonare la tua infelicità, di trasformare la tua infelicità in beatitudine? Nessuno. Persino se sei chiuso in una cella, incatenato, imprigionato, nessuno può imprigionare te; la tua anima resta comunque libera. Naturalmente vivi in un contesto estremamente limitato, ma persino in quella situazione limitata puoi cantare. Puoi o piangere lacrime di impotenza o cantare. Persino con le catene ai piedi puoi danzare; persino il suono delle catene potrà essere una melodia.

 Il sutra successivo: Sii grato a tutti.

 Atisha è davvero estremamente scientifico. Prima dice: prendi l’intera responsabilità su di te. In secondo luogo dice: sii grato a tutti. Ora che nessuno è responsabile della tua infelicità tranne te – se tutto è una tua creazione, cosa resta?

 Sii grato a tutti.

 Perché tutti stanno creando uno spazio nel quale puoi trasformarti – persino coloro che credono di ostacolarti, persino coloro che pensano di essere tuoi nemici. I tuoi amici, i tuoi nemici, la brava gente e la gente cattiva, le circostanze favorevoli, le circostanze sfavorevoli – tutto sta creando il contesto nel quale puoi trasformarti e diventare un buddha. Sii grato a tutti: a coloro che ti hanno aiutato, a coloro che hanno creato impedimenti, a coloro che ti sono stati indifferenti. Sii grato a tutti, perché tutti insieme stanno creando il contesto in cui può nascere un buddha, in cui tu puoi diventare un buddha.
 OSHO

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Sai cosa si fa quando non se ne può più?

Si cambia.

Alberto Moravia

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You know what we do when we have had enough?

We change.

Alberto Moravia

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E tu mi chiedi cosa sia un rimpianto con una parola? È la parola: – Peccato!

Perché prima o poi dimentichi il profumo svanito degli amori finiti.

Quel che rimane è l’odore pungente del mai vissuto.

È il pensiero di aver avuto accanto la felicità e di essersela lasciata sfuggire dalle mani, per gli occhi avvelenati sempre da ieri e mai dissetati da nuovi domani_

(Massimo Bisotti)

 

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Non importa cosa contiene il momento presente,

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L’uomo finge continuamente di essere quello che non è; è un modo per nascondere se stesso.
Chi è brutto cerca di sembrare bello, chi è preda di angosce cerca di sembrare felice, chi non sa niente cerca di dimostrare di sapere tutto. E le cose vanno avanti in questo modo. Se non diventi consapevole dei tre idioti che sono in te, non diventerai mai un saggio. È superando i tre idioti che si diventa realmente saggi.

Tutte le esperienze spirituali non sono altro che condizionamenti che la società ti ha dato. Non ti affidare troppo a queste cose, perché la morte ti costringerà a comprendere che hai vissuto una vita falsa… che l’occasione è andata perduta. Renditi conto che non hai nulla. Una volta compreso che non hai nulla, la paura scompare, perché è sempre una componente della convinzione di possedere qualcosa che può essere perduto: da qui viene la paura.

Quando realizzi il fatto che non sai nulla, che sei cieco, che non sai vedere… Questo è il primo passo verso la saggezza: capire che non sei saggio, capire che nessun trucco per nascondere questo fatto potrà esserti d’aiuto. Uno che capisce di essere ignorante è già sul sentiero. Uno che capisce di essere povero è già sul sentiero che porta al regno di Dio, il vero tesoro. Uno che capisce di essere cieco… i suoi occhi si stanno già aprendo. Uno che capisce di essere sordo prima o poi acquisterà la capacità di sentire e allora conoscerà la musica, la musica dell’esistenza.

Non cercare di creare l’opposto. Piuttosto, conosci l’intima qualità del tuo essere. Non la nascondere, spalancala al cielo. Se la nascondi, l’incoraggi, perché nell’oscurità essa cresce, e diventa sempre più grande, fino ad assumere proporzioni infinite. Spalancala alla luce, al cielo, all’aria ed essa muore… perché non può vivere nella luce. L’ignoranza è come le radici di un albero: se le esponi, muoiono, perché non possono sopravvivere alla luce. Esse vivono nell’oscurità, non possono sopravvivere all’aria pura.

Ma se ti nascondi, le aiuti a crescere. Ricordati questo: qualsiasi cosa tu senta dentro, non cercare di nasconderla, perché essa può essere nascosta solo dal suo opposto. E allora sarai sempre diviso, non sarai mai intero, non sarai mai in armonia. E soltanto la più profonda armonia interiore può conoscere l’armonia dell’universo.

Osho
Capitolo 5° da:la vera saggezza

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Un esercizio consiste nel mettersi nudi davanti allo specchio e vedersi belli.
Provateci almeno una volta. Vi mettete davanti allo specchio, vi guardate e osservate come vi sentite, semplicemente. Perché come vi sentite voi, così vi vedono gli altri, quindi se voi vi sentite bene, vi stimate e vi amate davanti a uno specchio mentre siete nudi, gli altri non possono fare altrimenti.
 Sto usando l’espressione “non possono fare altrimenti” perché la realtà è costretta a seguirvi.


La realtà esterna non ha una volontà sua.
Non esiste un mondo fuori di me che possiede una volontà sua e che mi colpisce quando vuole.
La realtà esterna è solo un prolungamento della mia psicologia, per cui non può che re-agire a ciò che io sono e a come io cambio.


 Non si tratta di una filosofia, ma è proprio il modo in cui è costruito questo mondo, questa Matrix, questo colorato ologramma.


Il mondo esterno, i famosi altri, non prende mai iniziative, ma si limita a reagire a ciò che mi accade, anche se la maggior parte delle volte lo faccio inconsciamente, per cui non so mai cosa mi accadrà domani.
Ma che io lo possa prevedere o meno, resta il fatto che il mondo può solo re-agire a quello che io sono interiormente. Se io cambio, il mondo cambia.


Se ho un senso di colpa, incontro qualcuno che si comporta in maniera tale da farlo emergere.
Se dentro di me ho della rabbia latente, incontro qualcuno che la fa emergere.

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Legge di Attrazione
Come realizzare i nostri desideri

Questo post riprende il discordo già iniziato in quest’altro articolo: http://www.campoquantico.it/wordpress/avere-fede-ecco-lingrediente-segreto/>, dove ho evidenziato l’importanza della fede nell’atto di chiedere all’Universo l’oggetto dei nostri desideri.

In quell’articolo però uno dei concetti più importanti è stato solo accennato, e forse non ha ricevuto l’attenzione che meritava. Desidero allora riprendere il discorso per approfondire quello che secondo me è uno degli ingredienti indispensabili per chiedere all’Universo in maniera efficace.

In “Conversazioni con Dio”, Neal Donald Walsch spiega, attraverso le parole di Dio, che non possiamo avere ciò che desideriamo. Il concetto che sta alla base di questa affermazione è che se desideriamo qualcosa, ne stiamo di fatto denunciando la mancanza. E l’Universo che fa? Semplice, obbedisce alla nostra affermazione, mandandoci altra… mancanza.

Se la cosa vi sembra strana, va chiarito subito qual’è il meccanismo principale con cui noi creiamo la realtà, capito il quale possiamo sicuramente chiedere all’Universo con la massima efficacia.
Chiedere all’Universo qualcosa significa vibrare della stessa energia.

Nell’Universo tutto è energia. Tutto, anche la tastiera del computer che avete davanti e la sedia su cui siete seduti. L’energia si manifesta attraverso campi di forza (sto semplificando) che vibrano ad una certa frequenza.
I nostri pensieri vibrano anch’essi, dato che il pensiero è a sua volta una forma di energia.
Ebbene, le vibrazioni del nostro pensiero, attraverso il nostro subconscio, vengono irradiate all’esterno, e così attirano altre energie (cioè oggetto o eventi) che vibrano alla stessa frequenza.

In altre parole, per chiedere all’Universo una villa con piscina dovete emettere una vibrazione corrispondente. Ma attenzione. Non dovete emettere la vibrazione della villa con piscina, bensì (prendete nota) la vibrazione del possedere una villa con piscina.

Capita la differenza? E’ tutto lì il trucco.
In altre parole, se provate a chiedere all’Universo semplicemente pensando e immaginando una villa con piscina, difficilmente la otterrete. Dovete invece immaginare, anzi sentire di possedere una villa con piscina.
E’ la vibrazione del possesso che vi va diventare possessori di quel bene.

Dovete diventare ricchi dentro prima di diventarlo anche materialmente, ma questo lo avete già sentito dire altre mille volte. Ora sapete anche perché.

Nel precedente articolo avevo detto che tale vibrazione la si può ottenere solo con la fede di aver già ottenuto quel bene, e dicevo anche che è difficilissimo sentire dentro tale fede ogni volta che ci accingiamo a chiedere all’Universo.

La soluzione esiste, ed è proprio descritta da Dio nel libro di N. Donald Walsch.
Dio suggerisce all’autore di usare la preghiera in un modo diverso rispetto a quello che usiamo fare comunemente.
La preghiera non deve essere l’atto di chiedere all’Universo qualcosa, ma deve essere invece un momento di ringraziamento per aver già ricevuto quel qualcosa.

Chi comprende questa differenza ha in mano le chiavi della sua vita. Dimentichiamo quello che ci hanno sempre insegnato, e cioè che la preghiera deve essere un atto di supplica al Signore.
Il vero significato della preghiera è andato perduto nei secoli, ma ora siamo in grado di riconquistare la consapevolezza riguardo la modalità di utilizzare questo utilissimo strumento.

La preghiera quindi non deve mai essere un atto di supplica, bensì un atto di ringraziamento. Chi conosce il nostro vero potere e la nostra unione indissolubile con tutto l’Universo, sa che qualsiasi preghiera viene esaudita senza errore alcuno. Ricordate che con la preghiera ci rivolgiamo al potere che è in grado di creare interi Mondi. Pensate non sia in grado di materializzare una banale villa con piscina?

Allora invece di chiedere all’Universo, ringraziate quella enorme Potenza che è sempre al vostro servizio per aver già esaudito il vostro desiderio. Tutto è già lì, lo è sempre stato, dovete solo andare a prenderlo.
E allora fate all’Universo una dichiarazione di gratitudine per quello che è com’è.

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Inviato da il in PAROLE BELLE

Fino a che la tua sofferenza emozionale è parte del senso di chi sei, del tuo Sé, resisterai o saboterai inconsapevolmente qualunque tentativo di guarirla.
Quando fai della sofferenza una identità, non te ne potrai liberare.
Anche se vedere d’improvviso che sei o che sei stato attaccato alla sofferenza può essere scioccante, nel momento in cui te ne rendi conto, hai spezzato l’attaccamento.

Eckhart Tolle – Il potere di adesso

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l cancro è un fenomeno naturale. Si può convivere e può autoguarirsi. Lo conferma una ricerca svizzera
By Edoardo Capuano - Posted on 04 gennaio 2014

E se con il cancro si potesse convivere?

La domanda suona provocatoria, ma la risposta è affascinante: sì.

Volete le prove?

Durante l'8° Congresso nazionale di medicina omeopatica di Verona (1), tenutosi nel novembre 2008, sono stati presentati i risultati di autopsie eseguite in Svizzera su cadaveri di persone morte non per malattia – per esempio, in un incidente stradale – e il loro esito ha comprovato che molte di loro avevano uno o più tumori, ma non sapevano di averli.

In questa specifica indagine è risultato qualcosa di sconvolgente:

Il 38% delle donne (tra i 40 e 50 anni) presentavano un tumore (in situ) al seno;

Il 48% degli uomini sopra i 50 anni presentavano un tumore (in situ) alla prostata;

Il 100% delle donne e uomini sopra i 50 anni presentavano un tumore (in situ) alla tiroide.

Con tumore in situ s’intende un tumore chiuso, chiuso nella sua capsula, non invasivo che può rimanere in questo stadio per molto tempo e anche regredire.

Che di tumore si può anche non morire, lo conferma anche lo psicologo clinico e sociale Luigi De Marchi, autore di numerosi saggi conosciuti a livello internazionale: «Non è una rarità che, nelle autopsie sui cadaveri di vecchi contadini delle nostre valli più sperdute, ho trovato tumori regrediti e neutralizzati naturalmente dall’organismo: era tutta gente che era guarita da sola del suo tumore ed era poi morta per altre cause, del tutto indipendenti dalla patologia tumorale».

Esponendo i suoi dubbi sull’utilità delle diagnosi e delle terapie antitumorali, De Marchi (2) afferma: «Se la tanto conclamata diffusione delle patologie cancerose negli ultimi decenni in tutto l’Occidente avanzato fosse solo un’illusione ottica, prodotta dalla diffusione delle diagnosi precoci di tumori che un tempo passavano inosservati e regredivano naturalmente? E se il tanto conclamato incremento della mortalità da cancro fosse solo il risultato sia dell’angoscia di morte prodotta dalle diagnosi precoci e dal clima terrorizzante degli ospedali, sia della debilitazione e intossicazione del paziente prodotte dalle terapie invasive, traumatizzanti e tossiche della Medicina ufficiale? Insomma, se fosse il risultato del blocco che l’angoscia della diagnosi e i danni delle terapie impongono ai processi naturali di regressione e guarigione dei tumori?».

Di certo, sappiamo che nel corso della vita è “normale” sviluppare tumori, la stessa Medicina sa bene che sono migliaia le cellule tumorali prodotte ogni giorno dall’organismo. Queste, poi, vengono distrutte e/o fagocitate dal Sistema Immunitario, se l’organismo funziona correttamente.

Molti tumori possono addirittura regredire, se la nostra energia vitale risanatrice (la Vis Medicratix Naturae) è libera di agire.

Ma cosa succede al meccanismo vitale di autoguarigione, se dopo una diagnosi di cancro la vita viene letteralmente sconvolta dalla notizia del male? Succede che viene data forza alla malattia piuttosto che alla possibilità di guarigione. E siccome la Fisica Quantistica ci insegna che l'osservatore cambia l'osservatoe che la nostra realtà dipende dalla “possibilità” che scegliamo all'interno del campo, ecco che il tumore ne esce rafforzato.

Inoltre, a livello biochimico, non bisogna dimenticarsi che la chemioterapia distrugge tutte le cellule che si duplicano velocemente, come quelle cancerose, ma anche come quelle del sistema immunitario. Ecco che quindi la chemio elimina sì le cellule malate, ma anche quelle che dovrebbero farci guarire. Infatti, nei migliori dei casi, la chemio potrà contrastare l'80% del tumore, e il restante 20% sarà debellato sempre e solo dal nostro organismo. Sottoporsi a una seduta di chemio non è quindi sempre così vantaggioso, soprattutto alla luce del fatto che oggi è risaputo che i chemioterapici sono loro stessi concausa nello sviluppo dei tumori.

Qualche esempio?

Una vasta ricerca condotta per 23 anni dal prof. Hardin B. Jones, fisiologo dell’Università della California, oltre a denunciare l’uso di statistiche falsate, provò che i malati di tumore che NON si sottopongono alle tre terapie canoniche (chemio, radio e chirurgia) sopravvivono più a lungo o almeno quanto coloro che ricevono queste terapie. (3)

Il prof. Jones ha dimostrato che le donne malate di cancro alla mammella che hanno rifiutato le terapie convenzionali hanno mostrato una sopravvivenza media di 12 anni e mezzo, quattro volte superiore a quella di 3 anni raggiunta da coloro che si sono invece sottoposte alle cure complete. (4)

Un’altra ricerca pubblicata su The Lancet del 13/12/1975 (che riguarda 188 pazienti affetti da carcinoma inoperabile ai bronchi), dimostra che la vita media di quelli trattati con chemioterapia è stata di 75 giorni, mentre quelli che non ricevettero alcun trattamento ebbero una sopravvivenza media di 120 giorni. (5)

Su questo blog, non vogliamo spingervi a rifiutare di sottoporvi agli esami, agli screening e ai trattamenti oncologici ufficiali, ma intendiamo fornire semplicemente delle informazioni che normalmente vengono oscurate, e che invece potrebbero aiutare la scelta terapeutica di una persona.

Va sottolineato, infatti, che gli studi parlano di tumori “in situ”, cioè senza metastasi. Se il tumore è localizzato, il sistema immunitario del nostro corpo ha ancora tutte le risorse per poterlo controllare, farlo regredire o addirittura debellare del tutto. Questo perché le cellule impazzite del cancro sono semplicemente cellule che hanno ricevuto un errore informazionale e che, quindi, hanno smesso di funzionare correttamente. Dando loro le giuste informazioni, esse possono ristabilire la loro corretta funzionalità. La nostra forza vitale opera esattamente in questo modo: corregge gli errori informazionali che il nostro corpo riceve quando è sottoposto quotidianamente a diversi tipi di stress.

Il Dr. Marco Fincati, ideatore del Metodo RQI, parte proprio da questi principi per ripristinare nel corpo i corretti flussi di energia, attraverso tre soluzioni che affrontano i tre livelli della nostra persona (materia, energia e spirito) e che debellano i diversi tipi di stress (squilibri dei cinque elementi, tossine, elettrosmog, stress emotivo) che, più o meno consapevolmente, rischiamo di subire.

«Ogni cellula malata è una cellula che non riceve amore. Infatti, in situazioni di stress, il nostro corpo attiva il sistema simpatico, un meccanismo di protezione. È la paura che attiva il nostro sistema simpatico. Spesso, nella società moderna, a causa di paure generate da credenze limitanti, lo attiviamo più del necessario. In questo modo, inibiamo il sistema parasimpatico che, al contrario, è il meccanismo di crescita e sviluppo del nostro corpo che ci permette di rimanere sempre in uno stato di perfetto equilibrio e benessere. Quando siamo in parasimpatico siamo in amore e le nostre cellule ricevono tutte le giuste informazioni per mantenersi in buona salute».

Come la psicologia, le malattie psicosomatiche e le guarigioni spontanee confermano, tutti i comandi che il nostro copro riceve partono dalla nostra mente. Ma non da quella conscia: il 95% è infatti controllato dal nostro subconscio. Il problema, è che oggi facciamo fatica a mettere in comunicazione tra loro i nostri due pensieri, conscio e inconscio. Il Metodo RQI, attraverso un approccio scientifico e test kinesiologici, ci insegna a comunicare con l'inconscio e a diventare consapevoli dei meccanismi che sostengono la nostra vita.

Fonti:

(1) Conferenza “Medicalizzazione della vita e comunicazione sanitaria” del Dottor Gianfranco Domenighetti – già Direttore sanitario del Canton Ticino – tenuta il 22 novembre 2008 al VIII° Congresso nazionale di medicina omeopatica di Verona.

(2) Medicina kaput col mito del placebo?, Luigi De Marchi www.luigidemarchi.it/innovazioni/educazione/articoli/01_medicinakaput.html

(3) “Il tradimento della medicina”, Alberto Mondini

(4) Idem

(5) Idem

Fonte: metodorqi.blogspot.it

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