Arriva e basta. Non ti chiede il permesso. La giornata luccica, il lago è uno specchio di diamanti polverizzati. Eppure lei, la paura, è più forte di tutta questa bellezza. Ti raggiunge. Ti stringe nella sua morsa.
È una vertigine senza nome che ti trascina giù, un peso sordo sul petto. Fuori tutto luccica, dentro qualcosa trema. È un tarlo. Ti spaventa. Ti consuma facendoti sentire piccolo, fragile, spaventosamente solo.
Ma oggi è il giorno. Hai deciso: non scappi. La affronti, la paura, perché hai compreso che può condizionarti solo finché non ti fermi per incontrarla. Eccola. Quel momento tanto temuto è arrivato. Lei è davanti a te. Cruda. Immobile. Beffarda.
La osservi: «Cosa vuoi da me?» le chiedi.
Non risponde subito. Un silenzio solenne incombe, riempiendosi di echi e abissi di antiche memorie. I suoi lembi d’ombra sfiorano lo specchio d’acqua. Per anni hai creduto che il suo scopo fosse paralizzarti.
...













