Quante volte ci ritroviamo a dare valore al nulla? Decidiamo che una moneta virtuale che si mina o si estrae non da un giacimento minerario ‘in carne e ossa’, ma da un software, vale tot, che presenziare addobbati da alberi di natale in certi ambienti valga un altro tot, che farci vedere a bordo di vetture costose ci attribuisca un super tot.
Adesso osserviamo questi tot e sommiamoli uno all’altro; ci ritroveremo con un pugno di tot in mano (volevo dire mosche, ma il tot ha preso il sopravvento).
“Un niente carico di cose importanti - ci suggerisce la mente - e poi cose belle, perché stare in compagnia di persone educate in ambienti raffinati è piacevole, così come lo è provare la potenza di possenti motori, o avere la tranquillità di qualche decina di Bitcoin che fa capolino sulla schermata del pc”.
Tutto vero e nulla da demonizzare, se non si perde di vista il senso reale della vita, quello che, ad esempio, subito emergerebbe se venisse a mancare per qualche tempo la corrente elettrica. O la salute. 
Non fraintendiamoci.
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Stavolta ti alzi e vai in cucina per accendere un cero rosso che ti hanno regalato a Natale e che dovrebbe durare tre giorni.