Ha un paio di mutande tristi la donna che fa autostop sulla provinciale; me ne accorgo quando la faccio salire in auto perché i jeans che indossa sono così sformati da lasciarle scoperto metà sedere.
I grandi occhi azzurri, distanti fra loro, sembrano aver tirato il suo viso, le labbra rosse e gonfie, identiche nel colore ai capelli, si muovono di continuo. Lo sguardo, un tormento.
Sale prendendo velocemente posto al mio fianco. Si volta verso di me, non mi dice per dove le serva il passaggio come se la sua urgenza fosse un’altra. Subito chiede: «Hai una sigaretta?» e, prima ancora che io apra bocca, aggiunge «Che poi non fumo, sai?»
Le rispondo che non ne ho.
«Devo andare al Crociale di Manerba» dice.
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