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Addio Lucia

La vita, senza una persona, manca di un pezzo.

Non è più la stessa vita.

È ancora un quadro, una tela dipinta magistralmente, ma in quel punto del paesaggio, quella casetta non c’è più.

Guardo il quadro e vedo quel vuoto, mi accorgo della mancanza; non c’è più la casetta con le persiane rosse e il fumo che esce dal camino.

Non c’è più la porta che sembrava un sorriso e dalle finestre non escono più quelle risate così come dalle fessure non colano più quelle lacrime.

La tela è ancora magistrale, ma la casetta dipinta non c’è più.

La vita non è più la stessa senza di lei,

senza quella pennellata precisa, mai casuale, sulla tela del Grande Pittore.

Ieri ho inviato un messaggio a quell'indirizzo e mi la risposto qualcun altro annunciandomi che la casetta non esisteva più.

Mi sono sentita smarrita: come non esiste più?

Era lì ieri e avevamo un appuntamento per pranzo, alla casetta…

Ho cancellato quel nome dal mio telefono e dalla mia mail,

e mi sono accorta che cancellavo,

ma che non serviva a nulla,

perché il vuoto restava

e potevo solo imparare a conviverci.

Sono tornata sul dipinto

per guardarlo con più attenzione in quel punto a me caro

e, con mia grande sorpresa,

ho scoperto che la casetta era ancora lì,

ma era diventata trasparente,

un punto di luce,

e che se la fissavo con il cuore, la vedevo brillare

e la sentivo penetrare in me.

Nel mio cuore ora vive una casetta,

ha le persiane rosse

e sorrisi alle finestre.

Non l’avrei mai spostata,

non le avrei mai cambiato colore,

non pensavo nemmeno fosse possibile.

Il dipinto sembrava immobile,

ma ora so che non lo è,

ora so che è in continuo divenire

che ci sono casette che cambiano colore,

casette che cambiano posto

e altre che diventano luce

per essere ovunque.

Se osservo la tela con gli occhi,

vedo tante casette,

ma se la osservo con il cuore,

adesso, ne vedo molte di più.

Grazie Lucia,

per avermi insegnato lo sguardo del cuore,

per avermi insegnato a non interferire nel progetto altrui,

per avermi insegnato ad accettare e a rispettare le scelte della tua anima,

per avermi insegnato che nessuno muore mai se lo portiamo nel cuore.

In quella bara ieri tu non c’eri,

in quella bara c’era solo il mio dolore,

il mio volermi aggrappare al contatto visivo,

la mia incapacità di sincronizzare il mio battito sulla melodia del Grande Pittore.

Ciao Lucia,

abbiamo ancora un appuntamento per pranzo,

e sarà un incontro che fluirà leggero

nella brezza del mattino,

nel luccichio del sole sull’acqua,

sulle note di un dialogo

che la morte non può spezzare.

 

Bianca Brotto