Bianca Brotto

Diffondiamo Bellezza

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Bianca

Bianca

Amo la vita, sempre, anche quando non la capisco, anche quando soffro, ancor di più quando esplodo di gioia; trovo sia un’avventura straordinaria che si rinnova ogni giorno, al sorgere del sole.


Suono di rado, ma con amore, il pianoforte e canto mentre guido. Non ho tempo per le frequentazioni sterili, ma non guardo l’orologio quando un amico ha bisogno di me; l’amicizia è un dono meraviglioso e mi ha salvato la vita.

Mi piace leggere, lasciarmi rapire dai notturni di Chopin e riempirmi con un bel film.


Adoro il fuoco, la fiamma viva, il calore che mi trasmette. Amo viaggiare e vivere le emozioni della natura, dell’arte e degli incontri inattesi. Quando posso fuggo all’isola d’Elba dove, nell’incedere lento e potente del mare, mi rigenero.



Non mi annoio mai, trovo che il semplice esistere nel presente sia entusiasmante.

Hanno creato un'applicazione per dirci quando moriremo

La notizia è di pochi giorni fa: è in arrivo una nuova applicazione che, in base al nostro stile di vita, cioè ai dati che le forniremo e a quelli che carpirà da sola, prevederà con un’approssimazione di meno di 40 giorni (36,5 per l’esattezza) la data della nostra morte.

Gero misurerà i nostri passi, saprà se conduciamo una vita sedentaria o attiva e, con un apposito algoritmo, incrocerà migliaia di dati (quante ore dormiamo, dove viviamo, inquinamento, cibo, tempo sul cellulare, frequentazioni, gusti, tendenze…) e si impossesserà della nostra vita con l’arma più potente che c’è: la paura.

Prevedo poi un passaggio successivo per attenuare l’ansia: la generosa proposta di soluzioni allunga-vita. Stai guidando da tre ore? Fai una sosta nel tal posto.
Sei ingrassato? Acquista il tal integratore.
Non ti sei alzato dal letto nonostante la sveglia? Ho il farmaco che fa per te.

Non caschiamoci! Non diventiamo carne da macello più di quanto non siamo già.
Vi rendete conto della forza che abbiamo se siamo compatti nel decidere?

Insieme possiamo cambiare il mondo, ma ognuno deve avere il coraggio di evitare le macabre tentazioni che inducono ai comportamenti più assurdi pur di sconfiggere la noia e aver qualcosa da raccontare.

Ci siamo tanto indignati per la “balena blu”, il macabro “gioco" che ha trascinato giovani vittime nel baratro del suicidio e non ci scandalizziamo per un sistema che cerca di avere potere di morte su di noi?

Ricordiamoci: nessuno può farci quel che noi non permettiamo.

Muoviamoci compatti, ma non perché lo smartphone misuri i nostri passi, ma perché sia il cervello a misurare il calibro del nostro cuore; parlo di cuore perché l’unica forza che eguaglia in potenza la paura, è l’amore e dove c’è una non esiste l’altra.

Gero è una bestialità, è lo scendere i gradini della tristezza verso il baratro della morte.
“No!”. Riempiamo la nostra giornata di stupore alzando lo sguardo verso le magnolie fiorite che, anche quest’anno, esplodono di bellezza.

La vita non ha mai mancato una primavera, ma mentre la natura rinasce grazie alla regia dell’universo, il desiderio di rinascita dell’uomo è una scelta quotidiana. Una nostra scelta.





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Inviato da il in VIVERE CON PASSIONE

Il punto non è la gelosia o il vivere separati in casa, ma il comune denominatore di questi omicidi: il bisogno che diventa possesso. E follia.

Quante coppie si uniscono perché stare soli fa paura? Quante persone sono realmente motivate a cercare un partner per un bisogno che l'altro/a può soddisfare?...leggi tutto

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Inviato da il in VIVERE CON PASSIONE

 

Chi lo afferma cade in genere, in errore perché accomuna Skudo®Wavehttp://www.skudowave.com a “prodotti schermanti” con i quali SkudoWave non ha nulla a che fare. Infatti Skudo®Wave non ha la finalità di schermare le onde elettromagnetiche, bensì di agire come prevenzione dal danno biologico al DNA che le radiofrequenze possono causare.

SkudoWave non scherma il telefonino e non interferisce pertanto con le prestazioni del dispositivo sul quale viene applicato; se infatti agisse come un prodotto schermante, il possibile danno arrecato dal telefono cellulare sarebbe addirittura maggiore in quanto il telefonino dovrebbe ricercare  continuamente nuove “celle” di ripetitori alle quali agganciarsi, con un aumento conseguente dell’eccitazione della batteria e quindi delle componenti vibrazionali della materia che compongono il telefonino.

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Inviato da il in PAROLE BELLE

Ogni volta che ci attacchiamo a qualcuno o a qualcosa, in un modo o nell'altro evitiamo di guardare noi stessi.
Di fatto, il bisogno di attaccarsi a qualcuno o a qualcosa è un trucco per sfuggire a se stessi.
E più l'altro diventa importante per noi, più lo consideriamo il centro della nostra vita, più noi ci emarginiamo alla periferia.
Per tutta la vita continuiamo a rimanere centrati sull'altro. In questo modo il tuo Sè non diventerà mai il tuo centro.

Osho

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Inviato da il in DIFFONDERE IL BENE

LE SETTE REGOLE DELL'ARTE DI ASCOLTARE

 1 ) Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni.
 Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.

 2 ) Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista.
 Per riuscire a vedere il tuo punto di vista,
 devi cambiare punto di vista.

 3 ) Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo,
 devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti
 a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva.

 4 ) Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali
 se sai comprendere il loro linguaggio.
 Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi.
 Il loro codice è relazionale e analogico.

 5 ) Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili.
 I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano
 alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi,
 marginali e irritanti, perché incongruenti con le proprie certezze.

 6 ) Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi
 del pensiero e della comunicazione interpersonale.
 Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi
 in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.

 7 ) Per divenire esperto nell’arte di ascoltare
 devi adottare una metodologia umoristica.
 Ma quando hai imparato ad ascoltare, l’umorismo viene da sé.

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Inviato da il in PAROLE BELLE

Sei tu, sei sempre tu il fattore decisivo,
sei tu che decidi tutto ciò che ti accade.
Ricordalo!
La Chiave è questa: se ti senti infelice, è una tua scelta.
Se non vivi nel modo giusto, è una tua scelta.
 ....se perdi l'occasione, è una tua scelta.
 La responsabilità è completamente tua.
 Non avere paura di questa responsabilità.
 Molti sono terrorizzati da questa responsabilità
 perché non sono capaci
 di vedere l'altro lato della medaglia.
 Sull'altro lato c'è scritto: LIBERTA'.

 Osho

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Inviato da il in PAROLE BELLE

La maschera in psicologia rappresenta un meccanismo di difesa, un imprinting che si innesca in seguito ad una situazione di forte dolore, che crea un vissuto di ferita emotiva profonda, avvenuto in tenera età.
In sintesi la maschera è la parte strutturante della personalità, la parte più esterna e come tale, è costituita da modi di pensare, di agire, di sentire, di vedere le cose, ecc.

Secondo la psicoanalisi si possono distinguere cinque ferite con le rispettive maschere:
la ferita del rifiuto e la corrispettiva maschera da fuggitivo
la ferita d’abbandono e la maschera da dipendente
la ferita dell’umiliazione con la corrispondente maschera da masochista
la ferita del tradimento e la maschera del controllo
la ferita dell’ingiustizia e la maschera del rigido.

Queste ferite sono procurate dalle persone più vicine, di solito i genitori, in modo inconsapevole, molto spesso loro stessi sono stati oggetto di questa dinamica a loro tempo nell’infanzia, ma non avendola vista e modificata, la ripropongono automaticamente senza saperlo.
La maschera propone un personaggio, con modi di pensare, di parlare, di proporre il corpo, di camminare, di respirare, ecc. Infatti, la diagnosi viene fatta proprio dall’osservazione di tutte queste variabili: corpo, linguaggio, pensiero, affettività.

La maschera è la risposta che il bambino ha trovato a suo tempo, per sopravvivere nel modo migliore alla ferita, è un meccanismo di difesa, un modo per ritrovare un ruolo attivo e di controllo su una situazione subita, eccessivamente dolorosa.
Ad esempio chi subisce l’abbandono (di solito dal genitore dell’altro sesso), indosserà la maschera del fuggitivo, come tentativo di ripristinare il proprio potere e volere. Avrà un corpo sottile e lungo, con poco peso e spessore, parlerà in modo non incisivo per rimarcare la non presenza, non prenderà l’iniziativa, userà termini e modi che lasciano intravedere che non garantisce la sua presenza, ecc.
Ciascuno di noi può avere più maschere, anche se generalmente ce n’è una, che risulta maggiormente predominante e strutturante rispetto alle altre. Talvolta la ferita principale, quella più profonda, è quella meno visibile, si nasconde sotto altre più evidenti e superficiali. Di seguito riporto nel dettaglio le 5 ferite con le rispettive maschere

Caratteristiche della ferita da RIFIUTO
RISVEGLIO DELLA FERITA: dal concepimento fino all’anno di età. Non sentirsi in diritto di esistere con il genitore dello stesso sesso.

MASCHERA: fuggitivo.

CORPO:contratto, striminzito, smilzo o frammentato.
Occhi: piccoli,con un’espressione di paura, o con l’impressione che ci sia una maschera intorno agli occhi.

VOCABOLARIO: “una nullità, niente, inesistente, scomparire”

CARATTERE: distaccato dalle cose materiali, perfezionista, intellettuale, passa attraverso fasi di grande amore alternate a odio profondo. Non crede di aver il diritto di esistere; dificoltà sessuali. Si crede uno assoluto, senza valore. Cerca la solitudine; evanescente, ha la capacità di rendersi invisibile. Trova vari modi per fuggire; facilmente si esilia sul piano astrale. Si crede incompreso; difficoltà nel lasciar vivere il proprio bambino interiore.

MASSIMA PAURA: il panico.

ALIMENTAZIONE: emozioni o paura gli tolgono l’appetito. Porzioni piccole. Per fuggire: zucchero, alcol o droga. Predisposto all’anoressia.

POSSIBILE MALATTIE: pelle, diarrea, aritmia, cancro, problemi respiratori, allergie, vomito, svenimento, coma, ipoglicemia, diabete, depressione con intenti suicidi, psicosi.

Osservazioni che servono a mettere in evidenza le differenze comportamentali legate alla maschera.
Il fuggitivo ha una voce spenta,debole;
Il fuggitivo non ama particolarmente la danza.Quando balla,si muove poco,in modo evanescente,per non farsi notare.Ciò che ne emana,è un “non guardatemi troppo”;
Il fuggitivo preferisce una macchina con i coloro scuri,che passa inosservata.Puoi applicare questa caratteristicha ad altre categorie di acquisti, oltre che al tuo modo di vestirti;
Il fuggitivo si fa piccolo piccolo sulla sedia,e gli piace molto nascondere i piedi sotto le cosce. Dal momento che non è radicato in terra,può allora più facilmente fuggire;
Quando si attiva la ferita da RIFIUTO, indossi la maschera del fuggitivo.Questo fa sì che tu voglia fuggire dalla situazione o dalla persona che credi responsabile del rifiuto,per paura di essere colto dal panico e sentirti impotente. Tale maschera può anche convincerti a diventare il più possibele invisibile,ritirandoti in te stesso,non dicendo o non facendo nulla che possa far sì che tu sia maggiormente respinto dall’altro.Questa maschera ti fa credere di non essere abbastanza importante per prendere il tuo posto,di non avere dirito ad esistere come titti gli altri.

Il fuggitivo si dà ad intendere che si occupa di sé e degli altri,per non sentire i vari rifiuti vissuti. La persona che soffre per il rifiuto alimenta la propria ferita ogni volta che si dà dell’ incompetente, del buono e nulla,che pensa di essere del tutto inutile nella vita altrui,ed ogni volta che fugge via da una situazione.
La ferita da RIFIUTO è in via di guarigione quando prendi sempre di più il posto che ti compete, quando osi affermare te stesso. Inoltre, se qualcuno pare dimenticare che esisti, riesci ad essere comunque a tuo egio. Ti accadono molto meno situazioni in cui temi di essere colto dal panico.

Caratteristiche della ferita da ABBANDONO

RISVEGLIO DELLA FERITA: tra il primo e il terzo anno di etàcon il genitore di sesso opposto. Mancanza di nutrimento affettivo o del genere di nutrimento desidereto.

MASCHERA:dipendente.

CORPO: allungato, sottile, ipotonico, floscio, gambe deboli, schena curva, braccia che sembrano troppo lunghe e pendono lungo il corpo, parti del corpo cadenti o flaccide.
Occhi: grandi, tristi.

SGUARDO: magnetico.

VOCABOLARIO: “assente”, “solo”, “non reggo”, “mi mangiano”, “mi stanno col fiato sul collo”.

CARATTERE: vittima. Empatico. Bisogno di presenza, di attenzione soprattutto di sostegno. Difficoltà nel fare o nel decidere qualcosa da solo. Chiede consigli che poi non necessariamente segue. Voce infantile. Difficoltà a sentirsi dire di no (ad accettare un rifiuto). Tristezza. Piange facilmente. Attira la pietà. Un giorno è allegro, un giorno è triste. Si aggrappa fisicamente agli altri. Sensitivo. Protagonista. Vuole l’indipendenza. Gli piace il sesso.

MASSIMA PAURA: la solitudine.

ALIMENTAZIONE: una buona forchetta. Bulimico, gli piacciono gli alimenti morbidi. Mangia lentamente.

POSSIBILI MALATTIE: problemi alla schiena, asma, bronchite, emicrania, ipoglicemia, agorafobia, diabete, ghiadole surrenali, miopia, isteria, depressione, malattie rare che attirano maggiormente attenzione , malattie incurabili.

Osservazioni che servono a mettere in evidenza le differenze comportamentali legate alla maschera.
Il dipendente usa voce infantile e un tono lamentoso;
Il dipendente preferisce i balli che prevedono il contatto fisico, in modo da potersi incollare al partner. A volte gli sembra di restare appeso all’altro; ciò che emana da lui è un “gurdate come il mio partner mi ama“;
Il dipendente preferisce una vettura confortevole, diversa dalla norma.Puoi applicare questa caratteristicha ad altre categorie di acquisti, oltre che al tuo modo di vestirti;
Il dipendente sprofonda nella poltrona o nella sedia, oppure si appoggia a qualcosa,per esempio al bracciolo della sedia vicina, o alla spalliera della sua. La parte alta della schiena è inclinata in avanti;
Quando si attiva la ferita da ABBANDONO, indossi la maschera del dipendente. Essa ti fa diventare come un bambino piccolo che ha bisogno di attenzione, che la cerca pingendo, lamentandosi, o sottomettendosi a ciò che accade, in quanto credi di non potercela fare da solo. Tale maschera ti fa fare l’impossibile per evitare di essere lasciato, o per ottenere maggiore attenzione. Può addirittura convincerti ad ammalarti, o a diventare vittima di vari problemi, pur di ottenere il supporto o il sostegno che cerchi.

Il dipendente ama fare l’indipendente e dire, a chi gli presta ascolto, quanto sta bene da solo, e che non ha bisogno di nessuno. La persona che sofre diabbandono alimenta la sua ferita ogni volta che si abbandona un progetto che le stava a cuore,odni volta che si lascia andare, che non si occupa abbastanza di sé, che non si concede l’attenzione di cui ha bisogno. Fa paura agli altri aggrappandosi troppo a loro, e cosi facendo fa del suo meglio per perderli, trovandosi nuovamente sola. Fa soffrire molto il suo corpo, creandosi delle malattie allo scopo di attirare l’attenzione.
La ferita da ABBANDONO è in via di guarigione quando ti senti bene anche da solo, e cerchi meno l’attenzione altrui. La vita è meno drammatica. Hai sempre più voglia di cominciare progetti nuovi’ e puoi continuare anche se altri non ti appoggiano.

Caratteristiche della ferita da UMILIAZIONE

RISVEGLIO DELLA FERITA: tra il primo e il terzo anno, con il genitore che si è occupato dello sviluppo fisico. Di solito è la madre. Mancanza di libertà. Sentirsi umiliato dal conrollo di questo genitore.

MASCHERA: masochista.

CORPO: grasso, tondo, non tanto alto, collo drosso e rigonfio,tensioni al collo, alla gola, alle mascelle e alla pelvi. Viso rotondo, aperto.
Occhi: grandi, rotondi, spalancati e innocenti, come quelli di un bambino.

VOCABOLARIO: “essere degno, indegno, -ino, -one”.

CARATTERE: spesso si vergogna di sé e degli altri o ha paura che gli altri si vergognino di lui. Non gli piace andare in fretta. Conosce le proprie necessità ma non le ascolta. Si fa carico di troppe cose. Mantiene il controlo su tutto per evitare la vergogna.Si crede un sudicione,senza cuore,un porcello o comunque infimo rispetto agli altri.Empatico.fa del suo meglio per non essere libero,in quanto “essere libero” significa “illimitato”.Se è senza limiti,ha paura di straripare.Gioca a fare la mamma.Ipersesibile.Punisce se stesso,credendo di punire l’altro.Vuol essere degno.Prova un senso di disgusto.Prova vergogna sul piano sessuale,ma è sensuale,e non ascolta i propri bisogni sessuali.Compensa e si gratifica con il cibo.

MASSIMA PAURA: la liberta

ALIMENTAZIONE: gli piacciono gli alimenti grassi,il cioccolato.E’ bulimico,oppure mangia tante piccole porzioni.Prova vergogna nel comparsi o nel mangiare dolciumi.

POSSIBILI MALATTIE: disturbi alla schiena, alle spalle, alla gola,angina,laringite,problemi respiratori,problemi alle gambe,ai piedi,varici,storte,fratture,disturbi al fegato,alla tiroide,pruriti cutanei,ipoglicemia,diabete,disturbi cardiaci.

Osservazioni che servono a mettere in evidenza le differenze comportamentali legate alla maschera.
Il masochista finge spesso con la voce di provare dei sentimenti,per dimostrare interesse quando non lo prova;
Il masochista ama molto ballare, e ne approfitta per esprimere la propria sensualità. Balla per il piaere di ballare; ciò che ne emana è un “guardate come posso essere sensuale”;
Il masochista sceglie una macchina piccola, dove si sente allo stretto.Puoi applicare questa caratteristicha ad altre categorie di acquisti, oltre che al tuo modo di vestirti;
Il masochista si siede a lambe larghe. Dal momento che perlopiù sceglie una sedia o una poltrona non adatta a lui, sembra sia scomodo;
Quando si riattiva la ferita da UMILIAZIONE , indossi la maschera del masochista. Questa ti fa dimenticare i tuoi bisogni così da pensare soltanto a quelli altrui e diventatre una brava persona, generosa, sempre pronta a rendersi utile, anche al di là dei tuoi stessi limiti. Fai in modo di caricarti sulle spalle responsabilità e impegni di gente che pare avere difficoltà nel rispettare ciò che deve fare, e questo ancor prima che te lo chiedano. Fai del tuo meglio per renderti utile, sempre per non sentirti umiliato,sminuito. Così facendo fai in modo di non essere libero, cosa che sarebbe così importante per te. Ogni volta che il tuo agire à motivato dalla paura di provare vergogna di te stesso o dalla paura di sentirti umiliato,è segno che indossi la maschera del masochista.

Il masochista si convince che tutto ciò che fa per gli altri gli fa enormente picere e che, facendolo, ascolta veramente i propri bisogni. E’ bravissimo a dire e a pensare che va tutto bene, e a trovare scusa per situazioni o persone che l’hanno umiliato.Chi soffre diumiliazione alimenta la propria ferita ogni volta che si sminuisce, che si paragona agli altri smimuendosi e che si accusa per essere troppo grasso, non buono, senza volontà, un approfittatore e così via. Si umilia indossando abiti che non gli stanno bene, e sporcandoli. Fa soffrire il corpo dandogli troppo cibo da digerire e da assimilare. Si fa soffrire assumendosi responsabilità altrui, il che lo priva della sua libertà e del tempo da decidere a se stesso.
La ferita da UMILIAZIONE è in via di guarigione quando ti concedi il tempo di verificare le tue necessità prima di dire di sì agli altri.Ti fai carico di molte meno cose, ti senti più libero. Smetti di creare dei limiti per te stesso. Sei anche capace di fare domande senza sentirti uno che disturba, se non addirittura un rompiscatole.

Caratteristiche della ferita da TRADIMENTO

RISVEGLIO DELLA FERITA: fra i due e i quattro anni di età, con il genitore di sesso opposto. Violazione della fiducia o aspettative non corrisposte nella connessione amore/sessuale. Manipolazione.

MASCHERA: controllore.

CORPO: esibisce forza e potere. Nell’uomo, spale più larghe delle anche; nella donna, anche più larghe e più forti delle spalle, petto in fuori,ventre rotondo.

SGUARDO: Intenso e seducente. Coglie tutto in un’occhiata.
VOCABOLARIO: “dissociato,hai capito?”, sono capace, lasciami fare da solo, lo sapevo, fidati di me, non mi fido di lui”.

CARATTERE: si crede molto responsabile e forte. Cerca d’essere speciale e importante. Non mantiene gli impegni presi e le promesse, oppure si sforza per mantenerli. Mente facilmente. Manipolatore,seduttore;ha molte aspettative. Sbalzi d’umore. Convinto di aver ragione,carca di convincere l’altro. Impaziente,intollerente,comprende e agisce rapidamente. Dà ottime prestazioni per farsi notare. Commediante. Si confida con difficoltà. Non mostra la propria vulnerabilità. Scettico. Paura del disimpegno.

MASSIMA PAURA: dissociazione, separazione, rinnegamento.

ALIMENTAZIONE: buon appetito, mangia rapidamente. Aggiunge sale e spezie. E’ in grado di controllarsi quand’è occupato, ma poi perde il controllo.

POSSIBILE MALATTIE: malattie che riguardano il controllo e la perdita del controllo, agorafobia, spasmofilia, apparato digerente, malattie che finiscono con il suffisso “-ite”, herpes alla bocca.

Osservazioni che servono a mettere in evidenza le differenze comportamentali legate alla maschera.
Il controllore ha una voce forte, che si sente da lontano;
Il controllore prende molto spazio. Gli piace ballare e ne approfitta per sedurre. Soprattutto la cosa gli offre un’occasione per farsi guardare. Ciò che ne emana è un “guardatemi”;
Il controllore compra una macchina potente, che verrà notata.Puoi applicare questa caratteristicha ad altre categorie di acquisti, oltre che al tuo modo di vestirti;
Il controllore si sede inclinando il busto all’indietro, con le braccia incrociate quando ascolta. Quando è lui a parlare si china in avanti, per meglio convincere il suo interlocutore;
Quando vivi la ferita da TRADIMENTO, indossi la maschera del controllore che ti fa diventare diffidente, scettico, in guardia, autoritario e intollerante,a causa delle tue aspettative. Fai di tutto per mostrare di essere una persona forte, di quelle che non si lasciano fregare facilmente, soprattutto che non si lasciano influenzare dagli altri. Questa maschera ti fa fare cose inchredibili pur di evitare di perdere la tua reputazione, anche al punto di mentire. Dimentichi i tuoi bisogni, e fai quello che fa perché gli altri ti pensino affidabile, una persona nella quale possono aver fiducia. Questa maschera fa sì che tu proietti una facciata di persona sicura di sé,anche se non hai fiducia in te stesso, e rimetti spesso in discussione le tue decisioni o le tue azioni.

Il controllore è convinto di non mentire mai, di mantenere sempre la parola, e di non aver paura di nessuno. Chi soffre di tradimento alimenta questa sua ferita mentendo a se stesso, dandosi a sredere cose false e non mantenendo gli impegni che ha preso con se stesso. Si punisce facendo tutto da solo, perché non ha fiducia negli altri e non delega nulla. E’ talmente intento a verificare ciò fanno gli altri, da privarsi del tempo da dedicare a se stesso.
La ferita da TRADIMENTO è in via di guarigione quando non vivi più tante emozioni nel momento in cui qualcuno o qualcosa disturba i tuoi piani. Molli la presa più facilmente. Preciso che mollare la presa significa smettere di restare aggrappati ai risultati, smettere di volere che tutto avvenga secondo i nostri piani. Non cherchi più di trovarti al centro dell’ attenzione. Quando sei molto fiero di te in seguito a una tua impresa, puoi essere a tuo agio anche senza il riconoscimento altrui.

Caratteristiche della ferita da INGIUSTIZIA

RISVEGLIO DELLA FERITA: tra i quattro e i sei anni di età, con il genitore dello stesso sesso. Dover fornire prestazioni elevante ed essere perfetto. Blocco dell’individualità

MASCHERA: rigido.

CORPO: diritto, rigido e più perfetto possibile. Ben proporzionato. Natiche rotonde, vita piccola, Stretta dagli abiti a dalla cintura.Movimenti rigidi,pelle chiara, mascella serrata, collo rigido,portamento diritto e fiero.

SGUARDO: luminoso e vivace,chiaro..

VOCABOLARIO: “nessun problema,sempre/mai,ottimo/benissimo,molto speciale,giustappunto, esattamente, sicuramente,d’accordo?”

CARATTERE: perfezionista,invidioso,taglia i ponti con il suo sentire.Incrocia spesso le braccia.Dà prestazioni che mirano alla perfezione. Troppo ottimista.Vivace, dinamico. Si giustifica molto.Ha difficoltà a chiedere aiuto. Piò ridere per niente,per nascondere la sua sensibilità. Tono di voce secco e rigido. Non ammette di vivere dei problemi.Dubita delle sue scelte,si paragona con gli altri,i migliori come i peggiori. Difficoltà,in generale,nel ricevere. Trova ingiusto di ricevere meno degli altri,e ancora più ingiusto se riceve più di loro. Difficoltà nel concedersi ciò che gli fa piacere senza poi sentirsi colpevole. Non rispetta i propri limiti,chede troppo a se stesso. Si tiene sotto controllo. Ama l’ordine. Raramente si ammala,è duro nei confronti del proprio corpo. Collerico. Freddo, ha difficoltà a mostrare il suo affetto.Gli piace avere un aspetto sexy.

MASSIMA PAURA: la freddezza.

ALIMENTAZIONE: preferisce gli alimenti salati a quelli dolci. Gli piace titto ciò che è croccante. Si tiene sotto controllo per non ingrassare. Si giustifica e prova vergigna quando perde il controllo.

POSSIBILI MALATTIE: esaurimento nervoso professionele, anorgasmia (nella donna), eiaculazione precoce o impotenza nell’uomo. Malattie il cui nome finisce per “-ite”, come la tendinite, la borsite, l’artrite, eccetera. Torcicollo, stitichezza, emorroidi, crampi, problemi di circolazione, problemi epatici,varici, problemi di pelle, nervosismo, insonnia, disturbi della vista.

Osservazioni che servono a mettere in evidenza le differenze comportamentali legate alla maschera.
Il rigido parla in modo piuttosto meccanico e trattenuto;
Il rigido balla molto bene e ha ritmo, malgrado la rigidità delle gambe. Fa attenzione a non sbagliarsi. E’ quello che più spesso si iscrive a un corso di danza. I super rigidi sono serissimi,se ne stanno dritti e sembra quasi che contino i passi mentre danzano. Ciò che ne emana è un “guardate come ballo bene”;
Il rigido preferisce un’ automobile classica,dalle buone prestazioni,perché vuole che corrisponda a quanto ha speso.Puoi applicare questa caratteristicha ad altre categorie di acquisti, oltre che al tuo modo di vestirti;
Il rigido si sede ben dritto. Può addirittura serrare le gambe una contro l’altra, e allinearle al corpo, il che accentuerà ulteriormente la rigidità del suo portamento. Quando incricia gambe a braccia, è per non sentore quello che accade.

Quando è attivata la ferita da INGIUSTIZIA, indossi la maschera del rigido, che fa di te una persona fredda, brusca e secca tanto nel tono quanto nei movimenti. Proprio come il tuo atteggiamento, anche il corpo si irrigidisce. Questa maschera ti fa diventare anche un gran perfezionista, e ti fa vivere tanta collere, impazienza, critica, intolleranza nei confronti di te stesso. Sei molto esigente, e non ripetti i tuoi limiti. Ogni volta che ti tieni sotto controllo, che ti trattieni o che sei duro nei confronti di te stesso, è segno che hai messo la maschera del rigido.
Il rigido adora dire a tutti quanto è giusto, come la sua vita sia senza problemi, e gli piace credere di avere tanti amici che lo amano così com’è. Chi soffre diingiustizia alimenta questa ferita diventando troppo esigente nei propri confronti. Non rispetta i propri limiti, e si impone molto stress. E’ ingiusto con se stesso perché si critica, e ha difficoltà a vedere le proprie qualità positive e le buone cose che fa. Soffre quando vede soltando ciò che non è stato fatto,oppure soltanto l’errore commesso. Si fa soffrire avendo difficoltà nel concedersi ciò che gli fa piacere.
La ferita da INGIUSTIZIA è in via di guarigione quando ti permetti di essere meno perfezionista, di fare errori senza entrare in collera o avere un senso di critica. Ti permetti di mostrare la tua sensibilità, di piangere davanti agli altri, senza perdere il controlo e senza paura del giudizio altrui.

Dal testo “ Le 5 ferite e come guarirle” di Lise Barbeau

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Inviato da il in RAGGIUNGERE IL SOGNO

Tutto ciò che serve è una scelta,
una semplice decisione:
qualunque cosa accada,
non creerò più dolore per me stesso.
Sebbene sia una scelta semplice,
è anche assai radicale.
Non compirete questa scelta
se non sarete davvero stufi di soffrire,
se non ne avrete davvero
avuto abbastanza.


Eckhart Tolle

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Inviato da il in PAROLE BELLE

La guarigione comincia quando smetti di percepirti
 come una persona che ha un problema.
 Devi comprendere che ogni ostacolo sul tuo cammino
 ti insegna a diventare più forte
 e a espandere il tuo potere creativo.
 L'ostacolo esiste affinché tu possa creare
 una nuova situazione, la situazione ideale per te.
 Guarigione significa aprire la mente
 a nuove possibilità che prima non vedevi.
 Un altro modo per definirla è con la volontà
 di disimparare i vecchi schemi e crearne di nuovi,
 cosa che gli esseri umani chiamano "volontà di cambiare".
 Fare questo richiede coraggio e determinazione
 e ti costringe a uscire dalla scatola
 che contiene ciò che già conosci;
 questa scatola è la tua prigione e la tua comfort zone.

 Roy Martina

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Inviato da il in VIVERE CON PASSIONE
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Inviato da il in PAROLE BELLE

R "Per sapere chi sono io, prima devi sapere chi sei tu. Altrimenti ciò che ignori di te, ciò che non sai o neghi, lo vedrai nell'altro costantemente come una minaccia. Non che sia necessario! È possibile stabilire una relazione molto superficiale. La maggior parte della gente muore così, nella speranza che l'altro cambi, senza sapere che l'altro sei tu."

 D "Questo significa conoscersi?"

 R "Non ci sono altri modi. Si può passare molto tempo insieme, ma questo tempo potrebbe rafforzare un'idea. Il rapporto è con un'immagine, non con una persona.

 D "Da cosa dipende questa immagine"

 R "Dalle speranze e aspettative. Avere qualcuno accanto e non creare immagini passate o speranze future, significa vederlo realmente.
Mi rendo conto, però, non di quanto sia difficile, ma bensì spaventoso. E' terrificante l'idea di non avere più la nostra figurina di riferimento. La persona non è una foto in posa. Terribile presa di coscienza! Si muove, cambia, si contraddice. Ed è libera di farlo. Se guardi tua moglie in questo modo, rischi di lasciarla. È chiaro, se annulli il tempo, cosa rimane?

 D "Cosa rimane"?

 R "L'amore. Ma questo amore non ha niente a che vedere con il bisogno. Non richieste e non attese. E, soprattutto, non è esclusivo. Include tutto.
Ami tuo figlio perché è così com'è, non per come vorresti che fosse. Come puoi chiedergli di essere diverso, o di fare ciò che non ama, quando lo rispetti per ciò che è? Ami il tuo cane perché è quello che è.
Ami tua moglie perché è un'espressione della bellezza nella sua particolarità, e non perché deve rispecchiare la tua idea.
... deve rispecchiare la tua idea. ...Quella è violenza, cioè paura. Amore significa ascolto. Con l'incessante bisogno di qualcosa, non ci può mai essere ascolto. Se chiedi, non ascolti.
Questo è l'unico modo per stare a contatto con gli altri, altrimenti si muore prima di vivere realmente. Molte persone scelgono vie più superficiali, per evitare tutto questo. Ed ecco circondarsi di distrazioni "piacevoli", o di gente che non fa altro che apprezzarci solo per le maschere che indossiamo. Lo chiamano godersi la vita, ma non ammetteranno mai quanta paura hanno di essere scoperti.

 G.Pintaudi

 Tratto dal libro in uscita - Libero di Essere nessuno -

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DIALOGHI VARI

LA MATURITA' di pintaudi

 D "Cos'è per te la maturità"?

 "Niente che ha a che fare con la morale, le ideologie, i valori, i concetti e le acquisizioni. L'unica maturità possibile è una capacità di introspezione che, volenti o nolenti, ci ritroviamo a fare nella vita. Solitamente questo avviene troppo tardi, addirittura molti muoiono prima di maturare veramente, o alcuni poco prima di morire, quando prendono coscienza che tutto il loro passato devono lasciarlo andare, e il loro futuro non esiste più. Solamente in circostanze realmente difficili, a tu per tu con il nulla, la persona è costretta a maturare realmente e, direi, definitivamente.
Infatti la vera maturazione non consente di tornare indietro. Quando accade durante la vita, accade rare volte e in degli istanti precisi, non è graduale. La vita, per come la si conosceva, non potrà mai essere come prima pur essendo, apparentemente, tutto invariato. E' come uno schiaffo, e non è mai dettata ad acquisire, ma sempre a perdere identificazioni."

 D "E possibile evitarlo?"

 "Non è possibile evitare le situazioni, ma è possibile che la maturazione avvenga prima, per una introspezione diciamo, "volontaria".

 D "Ma, in conclusione, cosa intendi per maturazione".

 "Se ti piacciono le definizioni, potrei dire che è banalmente una forma di lasciar andare. Si intende smettere di dare la responsabilità delle proprie disgrazie a chiunque: il mondo, gli altri, me stesso, ecc. Tu sei l'unico responsabile del tuo stato d'animo. Questo ti consente di vivere intimamente con te stesso, smettendo di cercare negli altri e nelle situazioni una forma di compensazione e fuga, o, al contrario, una forma di giudizio e di colpa. Infatti chi vive in questo stato, è costantemente verso l'esterno. Quando smette di andare verso l'esterno, allora colpevolizza se stesso o si compiace. E' costantemente fuori dal presente.

E questo è uno step. L'ultimo step è vedere che lo stato d'animo c'è a prescindere da un "me stesso", quindi a maggior ragione ora nemmeno tu hai meriti e colpe,perché non sei all'interno del processo, e nemmeno fuori. Non ci sei proprio, esiste solo un sentire, che cambia istante per istante. La vita è solo sentire.

 D "E gli organi di senso?"

 "Se intendi vedere, toccare, gustare, odorare, bé, è sempre un sentire. Puoi fare esperienza solo così. Questo porta ad una riduzione dell'attività mentale. Non esiste nessun'altra maturazione possibile."

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THE MATURITY ' of Pintaudi

 Q "What is for you the maturity"?

 "Nothing that has to do with morals, ideologies, values, concepts and possessions. The only possible maturity is a capacity of introspection that, like it or not, we are called to do in life. Usually this happens too late, even many people die before reaching a real maturity, or some others just before their death, when they become aware that they must let their whole past go, and their future has gone. Only in real difficult circumstances, face to face with nothing, people are forced to really mature and, I would say, definitely.

Effectively the true maturation does not allow you to go back. When it happens during our life, it rarely happens and in that exact moments, not gradually. Life, as we knew it, will never be as before although, apparently, all remains the same. It’s like a smack, and it is never given to acquire, but always to lose identifications. "

 Q "you can avoid it?"

 "You can not avoid the situations, but it is possible that the maturation comes first, through an introspection, let’s say," voluntarily".


 Q "But, in conclusion, what do you mean with maturation."

 "If you like the descriptions, I could say that it is trivially a form of letting go. It means to stop looking for a responsible for our own misfortunes: the world, the others, myself, and so on. You are the only one responsible for your state of mind. This allows you to live intimately with yourself, and stop looking for somebody else, or in other directions looking for a kind of compensation and escape, or, on the contrary, a kind of judgment and guilt. In fact, those who live in this condition, they are constantly moving outside. When they stop going outwards, then they make themselves feeling guilties or they are pleased. They are constantly outside the present-time (the right moment they are just living now).

And this is a step. The last step is to see that the mood exists independently from "myself", and even more so now not even you have any merit or fault, because you're not inside the process, nor even outside. You are not in there, what exists is a feeling, that changes moment by moment. Life is just feeling.

 Q "and the sense organs?"

"If you mean to see, to touch, to taste, to smell, well, it's always a feeling. It’s the only way You may have experiences. This leads to a reduction of mental activities. No other maturation is possible."

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COME TRASFORMARE LA CRONACA NERA IN ORO

Nella stragrande maggioranza dei telegiornali di tutto il mondo risuona con forza l’oscuro slogan pessimistico: “va tutto male”.
 La cronaca nera è un coacervo di tossine psichiche ed emotive che inquinano mente, cuore ed intestino. Rispettivamente vanno ad infilarsi presso: sistema linfatico, sistema circolatorio e apparato digerente. In questi tre luoghi possono prosperare, riprodursi e circolare.

 Attraverso l’accentuazione del dramma della morte, dell’omicidio, della perdita, del disastro o della mancanza, vengono introdotti atomi di sofferenza nel corpo energetico di milioni di persone contemporaneamente.

 I pochi esseri umani che tentano di sganciarsi dalla scia delle informazioni “nere” si ritrovano impossibilitati ad ignorare tali informazioni per “senso di colpa”. Alcuni gridano che il senso di impotenza provato davanti ad una notizia che accade dall’altra parte del mondo non deve fermare il movimento di interesse, compassione e indignazione che giustamente muove dall’intelletto e dal cuore. Poi si ritrovano a parlare della guerra per fermare la guerra. Non può funzionare.

 Non hanno ragione quelli che tengono la televisione accesa e il giornale quotidiano alla mano. Non hanno ragione quelli che spengono la tv, ignorando tutto, e si tappano le orecchie come fanno i bambini che non hanno la forza e il coraggio di sentire ciò che gli viene detto.

 Occorre trovare “la via che passa in mezzo”. Ricordate le parole del Buddha ? Se le corde sono poco tirate, il liuto (un tipo di chitarra indiana) non suona, ma se sono tirate troppo, esse si rompono. Quando le corde sono tese nel modo giusto, né troppo né troppo poco, il liuto può suonare in modo meraviglioso !

 Bisogna comprendere profondamente “come” si generano tutti gli eventi. Imparare a non confondere la causa con l’effetto !

 Ogni evento che accade nel mondo è un riflesso di ciò che accade nella vita psichica degli individui.
 Ogni persona, attraverso la sua emissione mentale, prodotta da pensieri ed emozioni, calibrati su frequenze diverse, genera la realtà intorno a sé.
 Ognuno si ritrova a vivere nello strato di mondo che sta creando.
 Quando parliamo invece di eventi che riguardano la collettività bisogna considerare la co-creazione di un grande numero di individui.

 Per generare eventi negativi di massa, ad esempio, occorre molta più energia e sincronizzazione di intenti di persone.
 Pensiero negativo e lamentela inquinano la mia vita, generando, per risonanza, eventi negativi e “sfortunati” nel mio quotidiano.
 Milioni di pensieri negativi e milioni di lamentele, prodotti da milioni di persone, producono eventi drammatici su scala collettiva.
 Una crisi economica si può generare solo come riflesso di una profonda crisi di valori interna.
 Violenza e rabbia represse e covate da un grande numero di esseri umani sono in grado di partorire eventi con un incremento di violenza ed atrocità che coinvolgono la massa.

 L’evento materiale è la giusta compensazione e realizzazione dell’incapacità psichica di elaborare e gestire singolarmente tali squilibri emozionali.

 La società non è malata, è malata la psiche degli individui.
 La mente si è trasformata in un mostro totalmente ingestibile che inghiotte, schiavizza e gestisce la vita delle anime sulla terra !

 Se si impara a non confondere la causa con l’effetto si capisce perfettamente come sia inutile combattere con l’esterno per curare l’interno.

 Se mi guardo allo specchio e vedo degli occhi stanchi, delle occhiaie e profondi segni di stress sul volto, non cercherò di colorare lo specchio con il fine di modificare il riflesso del mio stato interiore. Eppure questa è la strategia di molti. Lo specchio mi sta dicendo che non mi sto riposando, che sono stressato e non me ne curo, che c’è una fuoriuscita grande di energia individuale.
 Correre ai miei ripari vorrà dire prendermi cura di me, della mia vita, del modo in cui gestisco il mio lavoro, le mie relazioni e il mio riposo.

 Per questa ragione non bisogna ignorare le notizie e gli avvenimenti drammatici del mondo ma neanche allarmarsene.
 Ascoltandoli e prendendone coscienza possiamo comprendere noi stessi. Possiamo capire se anche noi abbiamo fatto la nostra parte, attraverso la nostra emissione mentale, a generare su scala collettiva eventi di violenza, dolore e divisione.
 Possiamo chiederci: “Io riesco a gestire, elaborare ed esprimere costruttivamente la mia rabbia ? Oppure ne sono vittima ?”; “Sono in grado di gestire e creare la mia realtà ? Oppure mi sento schiavo e vittima di un mondo che trovo ingiusto, e che quindi mi porta ad essere insoddisfatto e pieno di rancore ?”; “Riesco ad ascoltare gli altri ? Rispetto le differenze di pensiero e di opinione nella mia vita o no ? Riesco ad aprire il mio cuore ? Oppure vivo nella sofferenza e nell’egoismo ?”
 Non si può criticare e giudicare un mondo di quale siamo i creatori.

 Se uno non si prende cura del proprio giardino, non toglie le erbacce, non taglia l’erba, non cura le piante e i fiori, non si dovrebbe azzardare a criticare, giudicare o dare la colpa al giardino.
 Io non vado in allarme se ascolto e vedo eventi di violenza, divisione e ignoranza. Li guardo attentamente e prendo coscienza dell’inconsapevolezza spirituale che li genera. A quel punto, essendo parte del tutto, mi sento legittimato a prendermi cura ancora più di me stesso.

 In un certo senso, posso dire che ho imparato a trasformare la cronaca nera in “piombo che diventa oro”.
 Più sento che ci sono difficoltà ed energie pesanti, più aumento l’amore e la cura per me stesso e per la mia vita.
 Mi prendo la responsabilità degli eventi del mondo senza nessun carico o ansia.
 Ogni disavventura esterna mi ricorda di aggiustare l’interno.

 Mi occupo del mio giardino con amore, consapevolezza, verità e volontà.
 Lascio la libertà a tutti gli altri di scegliere gli strumenti più idonei alla loro evoluzione, compresa la sofferenza.
 Rispetto il sacro libero arbitrio altrui. E facendo questo rispetto anche il mio.

 

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HOW TO TRANSFORM THE CRIME CHRONICLE INTO GOLD

 In the vast majority of the TV news around the world strongly resounds this pessimistic obscure slogan: "everything goes wrong".

 Crime news are an accumulation of mental and emotional toxins that pollute minds, hearts and guts. Respectively they go inserting in: the lymphatic system, the circulatory system and the digestive system. In these three places they can thrive, reproduce themselves and freely circulate.

 By emphasizing the drama of death, of murder, loss, disaster or lack of, they are introducing simultaneously atoms of suffering into the body of millions of people.

 The few humans who try to break away from the wake of “Crime” information they find themselves unable to ignore such information due to a  "feeling of guiltiness". Somebody cries out that the sense of helplessness felt in front of some news that happen on the other side of the world should not stop the movement of interest, compassion and indignation that rightly moves by the intellect and the heart. Then they get together to talk about the war to stop the war. This cannot run.

 They have no reason those who hold the television on and the daily newspaper in their hands. They have no reason those that switch off the television, ignoring everything, and  shut their ears as children who do not have the strength and the courage to hear what it has being said to them.

 We need to find "the way that goes in between." Do you remember the words of the Buddha? With strings too loose, the lute (a type of guitar Indian) does not sound, Tighten the them too much, they will break apart. Not too loose, not too tight, the lute sounds nice!

 We must deeply understand "how" all events happen. We must learn not to mix causes and effects!

 Every event that happens in the world is a reflection of what happens in the mind of people.

 Every person, through his mental issue, produced by thoughts and emotions, calibrated on different frequencies, generates the reality around him.

All of us are living in the layer of the world that we are creating.

 But when we talk about events that concern the society we must consider the co-creation of a large number of individuals.

 To generate negative mass events, for example, you should use much more energy and synchronization of intents of people.

 Negative thinking and complaint pollute my life, while they generate, for resonance, negative and "unlucky" events in my daily life.

 Millions of negative thoughts and millions of complaints, produced by millions of people, produce dramatic events on a collective scale.

 An economic crisis can be generated only as a reflection of a deep crisis of inside values.

 Violence and repressed and brooded anger from a large number of human beings are capable to deliver events with a growth of violence and atrocities that involve masses.

 The material event is the right compensation and realisation of a psychic inability to individually process and manage such emotional imbalances.

 The company is not sick, sick psyche of individuals.

 The mind has become a monster that totally unmanageable, that swallows, enslaves and manages the life of the souls on earth!

 If you learn not to confuse cause and effect you perfectly understand that it is useless to fight with the outside world to treat the inside.

 If I look at myself in the mirror and I see my tired eyes, dark circles and deep signs of stress on my face, I do not try to paint the mirror with the aim to change the reflection of my inner state. But this is the strategy of many. The mirror is telling me that I'm not resting, I am stressed out and I do not care of it, there's a large spill of individual energy.

 Running my shelter will mean to take care of myself, of my life, the way I manage my work, my relationships and my rest.

 For this reason we must not ignore the news and the dramatic events of the world but not even be worried.

 Listening to them and becoming aware of them, we can understand ourselves. We can see if we have done our task, through our mental issue, to generate scale collective events of violence, pain and division.

 We can ask: "Can I manage, develop and express my anger constructively? Or am I a  victim? "; "Am I able to manage and create my reality? Or do I feel slave and victim of a world that I find unfair, and that leads me to be unhappy and resentful? "; "Can I listen to the others? Am I respecting or no the differences of thoughts and opinions in my life? Am I opening my heart? Or Am I living with suffer and selfishness? "

 You cannot criticise and judge a world  that we have created.

 If someone does not take care of his garden, not weeding, not cutting the grass, the plants and the flowers, he should not dare to criticise, to judge or blame the garden.

 I do not become worried if I hear and see events of violence, division and ignorance. I carefully look at them and I take the spiritual consciousness of unconsciousness that produces them. At that point, as I’m part of the whole, I am even more entitled to take care of myself.

 In such a way, I can say that I have learned to turn the crime in "lead that turns to gold."

 The more I hear that somewhere there are difficulties and heavy energies, the more I increase love and care for myself and for my life.

 I take the responsibility for the whole world events without any load or anxiety.

 Every external mishap reminds me to adjust the inside.

 I take care of my garden with love, understanding, truth and desire.

I give to all the people the freedom to choose the most appropriate instruments for their development, including the suffering.

 I respect the sacred free will of other people. And in doing so even with mine.

 Because I choose to create and manifest a wonderful world around me. Humanity gets "always" what tit has chosen. A choice made in the truth, honesty and  clear love of the heart, always shows itself, wherever and however.

 (Andrea Zurlini)



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La vera conoscienza che può dare origine in noi ad un profondo mutamento interiore è basata  sull'auto-osservazione diretta di se stessi.
E'estremamente urgente e utile invitare le persone,con mezzi adeguati,a capire meglio se stessi,è un mezzo per modificare le condizioni meccaniche che ci fanno sembrare tanti burattini che si muovono senza consapevolezza ,imbrigliati in schemi subconsci creati tra 0 e 8 anni.
L'auto-osservazione interiore è un mezzo per cambiare intimamente.

Si può affermare che esistono quindi due tipi di conoscienza:una esterna e l'altra interna.
Ci troviamo di fronte a due mondi,l'esterno e l'interno.Il primo di questi è il mondo esteriore è ciò che si può osservare e si percepisce con i sensi della percezione esteriore(i cinque sensi);il secondo può essere percepito soltanto dal SENSO dell'auto-percezione interna.

Pensieri,emozioni,aneliti,speranze, delusioni...sono interiori,invisibili dai sensi ordinari comuni e correnti,anche se per noi sono più reali del tavolo da pranzo o delle poltrone del salotto.

Si può affermare con estrema sicurezza che noi viviamo più nel nostro mondo interiore che in quello esteriore, quindi?

Nei nostri Mondi Interni,nel nostro mondo segreto,amiamo,desideriamo,sospettiamo, benediciamo,malediciamo,aneliamo,soffriamo,
godiamo,veniamo premiati,defraudati.....

L’uomo vive simultaneamente in due mondi,in due realtà,in due ambiti:uno esterno ed uno interno.

Nello stesso modo in cui è indispensabile imparare a camminare nel mondo esterno per non cadere in un burrone,per non perdersi nelle strade  di una città,per selezionare le propie amicizie,per non ingoiare del veleno.....ed altro....così allo stesso modo dobbiamo imparare a camminare nel "Mondo Interno" che è esplorabile anch'esso,con gli adeguati mezzi e strumenti,tramite l'auto-osservazione del sè.

In questa epoca tenebrosa il senso dell'auto-osservazione di se stessi nella razza umana è decadente e completamente atrofizzato.Via via che procediamo e perseveriamo nell'auto-osservazione di noi stessi,il SENSO di questa auto osservazione intima andrà a svilupparsi e rafforzarsi progressivamente in noi, è un mezzo per cambiare intimamente e per sempre i nostri comportamenti.

E.P

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Ritornare a se stessi – G. I. Gurdjieff

“Esistono menti che si interrogano,

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“Non c'è che il successo, istante dopo istante. Siete malato: è un successo.

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P: Normale e una parola di comodo,

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