Nati per la felicità, nati per il sogno

... perché sulla lava crescono i fiori.

Non è vero che va tutto male, non è vero che sarà ancora peggio, ma è vero quello che ognuno sente dentro. È insicurezza? È paura? Se è così, rendiamoci conto che non sono emozioni nostre, ma il riflesso di ciò che respiriamo ovunque volgiamo occhi e orecchi.

Non voglio parlare delle ragioni di questo fenomeno, ma piuttosto sul cosa fare in risposta. E perché.
Inizio dal perché citando le parole pronunciate alla Conferenza delle Nazioni Unite il 21 giugno 2012 dal Presidente dell’Uruguay, Josè Mujica: “Veniamo alla luce per essere felici. Perché la vita è corta e se ne va rapidamente. E nessun bene vale come la vita“.

Nasciamo per l’abbondanza, per la gioia, per l’amore e se queste parole stridono con la nostra situazione, non è perché non siano vere, ma perché è successo qualcosa che ci ha fatto smarrire l’obiettivo; è come se fossimo partiti per raggiungere un luogo ben preciso e, sulla strada, deviazioni, incidenti, guasti al motore, ci avessero portati così lontani da farci dimenticare la meta prefissata.

Cosa fare per ritrovare la via? C’è una strada diversa per ognuno di noi, ma un fattore che ci accomuna esiste ed è la nostra passione, l’obiettivo, il desiderio, il sogno.
Qual è il nostro sogno? Ognuno di noi ne ha uno e se non riusciamo a recuperarlo nei recessi della memoria, è solo perché è stato sepolto dai condizionamenti subiti. Quel sogno ci accompagna fin da bambini, ha cominciato a formarsi quando preferivamo un gioco ad un altro e c’era qualcosa che ci riusciva bene in un fluire di gesti spontanei. Era il nostro talento.

Poi siamo entrati a pieno titolo nel sistema, ci hanno insegnato cosa è bene e cosa è male, e poco importa se eravamo portati per la matematica e non per le lingue; noi dovevamo riuscire in tutto. Abbiamo così coltivato una cultura omogenea e la scelta del lavoro o dello studio è stata spesso presa sulla base di quanto altri avevano già deciso per noi, perché ci eravamo abituati a ubbidire e non ad ascoltare i nostri desideri. È andata così in molti ambiti della vita e quella scelta si è spesso rivelata una gabbia che via via ci ha intrappolati.

È ora di tagliare la catena che ci opprime, focalizzare il nostro sogno e fare il primo passo verso di lui: incontreremo ostacoli, ma se non ne faremo alibi per desistere, sperimenteremo la felicità che si origina quando ascoltiamo il nostro sentire. L’importante, oggi, è percorrere quel primo metro di strada e metterci in movimento perché due sono le vie: stare fermi dove siamo o agire.

Sono stata sull’Etna e, salendo, ero circondata dalla lava rappresa; l’ho calpestata, ne ho respirato la polvere nera, il mio sguardo si è riempito di nero. Era tutto nero ma, all’improvviso, mi sono accorta che sulla lava crescono i fiori. È così, la lava è piena di fiori e ci dice che per scoprirlo, dobbiamo metterci in cammino.

Alcuni giorni fa ho chiamato Dimitra, un’amica greca, per i consueti auguri di compleanno. Nonostante la triste condizione economica e personale che caratterizza da tempo la sua vita, la sua voce era brillante: «Stasera organizzo un party, mi dicono che sono matta: non ho un lavoro, non ho soldi sufficienti per pagare i conti, che voglia dovrei avere di festeggiare? Ma io ho invitato alcuni amici, ognuno porterà qualcosa da bere o da mangiare e ci sarà anche chi suonerà; io metto la casa e la voglia di sorridere e la festa è fatta... La notte di Capodanno ho scritto i miei propositi per il nuovo anno e li ho affidati con fiducia totale alla vita. Sai cosa è successo? Incredibile, in gran parte si sono già realizzati! Avevo anche chiesto un lavoro da 3000 euro al mese cosa che, qui ad Atene, oggi, sembra impossibile, ma da lunedì inizierò un nuovo lavoro e non sarà un ripiego, ma il lavoro dei miei sogni e mi pagheranno 3000 euro al mese! E senti questa: ieri dovevo pagare una bolletta e mi mancava del denaro; è passata a trovarmi un’amica di mia madre -sua madre è morta da anni- abbiamo ricordato mamma con le lacrime agli occhi e, prima di andarsene, mi ha lasciato 100 euro perché mi comprassi un regalo: era proprio l’importo che mi mancava per pagare la bolletta!».

Pensate che Dimitra sia una persona fortunata, una che vive in un altro mondo? No, lei vive in quella Grecia che è più in ginocchio della nostra Italia, ma Dimitra ha il sole dentro ed è quel sole che sta facendo risplendere la sua esistenza. Grazie ad un percorso personale, è riuscita ad affidarsi e la fede non è speranza, ma certezza, la fede aiuta a vivere e non ad autoconsumarsi; se ci fidiamo davvero della vita (dell’universo, dell’energia, di Dio o comunque la vogliamo chiamare), questa risponderà e lo farà con generosità.

Dobbiamo credere nel nostro obiettivo, immaginarlo già realizzato, espandere il nostro sorriso e ringraziare; innescheremo una scintilla che ci porterà a recuperare la nostra essenza, quella che da sempre è e che gli addestramenti ricevuti hanno sepolto.

Un ulteriore passo ci vede coinvolti tutti insieme nel collegare le persone che, come Dimitra, credono nella bellezza della vita a dispetto delle condizioni esterne; creeremo in questo modo un’onda positiva che dilagherà nel mondo.
Per sperimentarlo è sufficiente, ogni giorno, fare qualcosa di amorevole per gli altri; sto parlando di gesti piccolissimi: di un sorriso, di un buongiorno detto a una persona che incontriamo per strada, di un caffè che offriamo al banco allo sconosciuto che ci sta a fianco, all’euro che lasciamo nel carrello della spesa per quella persona che, frugando nelle tasche, non lo trova.

Sto lanciando, con queste parole, un sasso nell’oceano per creare un’onda e, con essa, una nuova informazione; voglio continuare a farlo parlando al mondo di gioia, di amore, di sogni.

Ho bisogno di voi: vi chiedo di inviarmi all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., insieme ai vostri sogni, le piccole e grandi testimonianze di amore che conoscete, così che io le possa divulgare.

Se pensate di essere qui per la felicità, se volete urlare al mondo il vostro sorriso, condividete il vostro fiore, magari cresciuto sulla lava.
Insieme siamo una forza dirompente; invadiamo e contagiamo il mondo, urliamo a tutti che la gioia esiste e che origina da ognuno di noi, perché è già in ognuno di noi!

Saremo un popolo che crede nella bellezza della vita e ci riconosceremo perché offriremo caffè e sorrisi; saremo armonia che dilaga nel mondo e vivremo ardendo nella corsa incessante verso il sogno. Tutti insieme per il sogno di tutti!

Onedream!

Bianca Brotto