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Cellulare: danni e soluzione. Un regalo intelligente

TELEFONO CELLULARE: I DANNI E LA SOLUZIONE

 

Irrinunciabile
strumento di comunicazione, è diventato parte integrante della vita di tutti. Per la prima volta nella storia dell’umanità, una tecnologia consumer è stata prodotta ed è utilizzata attivamente per un totale che ha eguagliato e supererà, visto l’andamento delle vendite, il numero totale di abitanti sulla terra.

Gartner, società multinazionale leader mondiale nella consulenza strategica, ricerca e analisi nel campo IT, ha dichiarato che nel 2015 le vendite di PC, smartphone e tablet dovrebbero sfiorare i 2,5 miliardi di pezzi nel mondo, in particolare sono gli smartphone a totalizzare il record di preferenze grazie alle sempre maggiori funzionalità e performance.

Due i principali fattori che stanno determinando il boom dei dispositivi smart in tutto il mondo: il crollo dei prezzi di oggetti che sono ormai diventati veri e propri PC tascabili, e la diffusione delle reti di quarta generazione (4G). Una sempre maggiore (e fino a poco tempo fa inimmaginabile) velocità di trasferimento dati, sta infatti rendendo gli smartphone sempre più efficaci e attraenti: è grazie al telefonino che si risponde alle e-mail, si naviga su internet, si effettuano pagamenti, si inviano documenti, fotografie, video, immortalando, in presa diretta, istanti di vita e trasferendoli a chiunque si desideri, ovunque si sia.

Tutto ciò è parte della rivoluzione tecnologica in atto e che se da un lato ha migliorato la vita di questa generazione, dall’altro ha consegnato all’umanità uno strumento da utilizzare con qualche accortezza per non incorrere in rischi alla salute dai quali fonti autorevoli ci mettono in guardia.

LE RADIOFREQUENZE SONO CANCEROGENE?
Una ricerca degli scienziati svedesi guidati da Lennart Hardell del Dipartimento di oncologia dell'ospedale universitario di Orebro (Svezia), ha calcolato che usare per più di dieci anni telefonini o apparecchi senza fili (cordless), appoggiati sempre allo stesso orecchio, moltiplica da tre a cinque volte e mezzo il rischio di ammalarsi di glioma, una forma di cancro al cervello.


Si è ufficialmente espressa anche la IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) che classifica le radiofrequenze come possibili cancerogene per l'uomo (classe 2B).

C’è poi il caso di Innocente Marcolini, un ex direttore finanziario di una multinazionale bresciana che, avendo utilizzato per anni il cellulare per motivi di lavoro,  si è ammalato gravemente di tumore al trigemino (nervo dell’area della testa dove teneva il telefonino a contatto);  la sentenza  ha confermato il nesso causa-effetto per cui l’INAIL ha dovuto ritenerlo invalido all’80% e corrispondergli una rendita. In questo caso specifico l’INAIL si è rivalsa sul datore di lavoro e sul responsabile per la sicurezza che non avevano preso specifiche precauzioni sul rischio fisico generato dai campi elettromagnetici.

Il datore di lavoro è infatti tenuto, in forza del Decreto Legislativo numero 81 del 2008 all’art. 28 (ribadito relativamente agli agenti fisici all’art.181) nella valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, inclusi quelli derivanti da esposizioni a campi elettromagnetici, all'attuazione di appropriate misure di tutela, a decorrere dal 1 gennaio 2009 (art. 306).

Il 26 giugno 2013 è stata approvata la nuova direttiva 2013/35/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi  elettromagnetici) che ha abrogato la direttiva 2004/40/CE  a decorrere dal 29 giugno 2013. Gli Stati membri dovranno  conformarsi alla  direttiva entro il primo luglio 2016.
L’acquisto dei nanoprocessori Skudo®Wave utilizzati in ambiente di lavoro, è interamente deducibile dai costi.

COSA SUCCEDE QUANDO SI ACCOSTA IL CELLULARE AL CORPO
Per comprendere il motivo delle raccomandazioni delle case produttrici di tenere il telefonino a 1-2 cm di distanza dal corpo e per valutare in cosa consista il rischio derivante dall’esposizione ai campi elettromagnetici, analizziamo gli effetti sull'organismo delle radiofrequenze e della batteria inserita all’interno dell’apparecchio (batteria che in molti cellulari non è estraibile).

Se il telefonino è spento, ma con la batteria inserita, questa genera comunque un minimo di emissione elettromagnetica; quando il cellulare è acceso in stand by o perché lo stiamo utilizzando per telefonare (maggiore è il tempo impiegato per una telefonata, maggiore sarà l’energia che la batteria dovrà cedere), l’eccitazione della batteria aumenta e viene trasmessa alla materia, cioè a tutte le componenti del telefono. A livello atomico questa trasmissione causa un salto di orbita degli elettroni.

L’energia della batteria per tenere il telefono attivo, unitamente all’energia che serve al telefono per agganciare la cella di un ripetitore, raggiunge un determinato valore che si trasmette sulla testa di chi sta telefonando. Il trasferimento dell’energia è dovuto in gran parte al salto quantico degli elettroni eccitati dall’emissione elettromagnetica della batteria stessa.

Vediamolo nel dettaglio: la materia è costituita da atomi che a loro volta sono composti da un nucleo di protoni e neutroni attorno al quale ruotano, su un numero limitato di orbitali, gli elettroni. In genere gli elettroni in natura sono stabili sulla loro orbita a meno che non intervengano interferenze (ad esempio a causa della batteria inserita nel telefonino) che vanno ad alterare il loro stato di equilibrio rendendoli instabili e facendoli passare da un’orbita a un’altra ricevendo o emettendo (a seconda del tipo di salto) “quanti di energia” sotto forma di fotoni.

Questi fotoni presentano  una “polarità levogira”, polarità che è incompatibile con l’organismo umano, quindi dannosa (è interessante notare come i virus, i batteri, i parassiti e le radiazioni artificiali lavorino con spin levogiro mentre gli enzimi e le sostanze nutritive con spin destrogiro).
Sono questi fotoni, generati dal salto di orbita degli elettroni eccitati dalla batteria, che irradiano la testa generando un disturbo che può diventare un danno biologico al DNA.

Il ricercatore di Novara Nicola Limardo ha studiato il problema e creato un filtro di stabilizzazione (il convertitore d’onda Geoprotex inserito nel nanoprocessore Skudo® presente all’interno del dispositivo Skudo®Wave) che agisce sugli elettroni, in parte riducendone l’eccitazione che porta al salto orbitale, in parte cambiando la polarità  dell’elettrone (da levogiro a destrogiro) rendendola compatibile con le cellule del nostro DNA.

Le prove in vitro effettuate dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università di Perugia, hanno evidenziato, con l’utilizzo del test della cometa, la vitalità delle cellule linfoblastoidi di derivazione umana (Jürkat) dopo l’esposizione al campo elettromagnetico generato dal telefono acceso in trasmissione in presenza del dispositivo Geoprotex, rilevando che tale campo non produce effetti citotossici; la conclusione è emersa esaminando i valori di vitalità delle cellule che, in tutte le prove effettuate, sono risultati sempre superiori al 75%.

La conclusione del Dr. Massimo Moretti del laboratorio di Tossicologia Genetica dell’Università di Perugia Sezione Sanità Pubblica è stata pertanto la seguente: “Il dispositivo Geoprotex è risultato in grado di ridurre significativamente gli effetti genotossici conseguenti all’esposizione alle radiofrequenze prodotte da un telefono cellulare, riducendone il danno primario al DNA causato dal telefono in trasmissione a livelli praticamente sovrapponibili a quelli del controllo negativo”.

Per abbattere quindi il rischio di danno biologico al DNA nel quale si incorre utilizzando il cellulare (l’Ipad, il PC…), è sufficiente applicare il nanoprocessore Skudo® (inserito all’interno del dispositivo Skudo®Wave).

È importante sottolineare che il prodotto Skudo®Wave agisce come un filtro di stabilizzazione e non come un sistema per la riduzione dei campi elettromagnetici artificiali perché, se così fosse, il danno arrecato dalla batteria sarebbe ancora maggiore in quanto costringerebbe il telefonino a ricercare continuamente nuove celle alle quali agganciarsi, con un aumento conseguente dell’eccitazione della batteria e quindi dell’intensità delle onde elettromagnetiche.

Bisogna quindi diffidare dai prodotti che agiscono sulla riduzione delle radiofrequenze perché, oltre a interferire con la funzionalità del telefono stesso (se diminuisco le radiofrequenze rendo difficoltoso il telefonare), innescano un danno maggiore in quanto costringono la batteria ad una maggiore attività con il conseguente aumento del campo elettromagnetico generato dall’instabilità degli elettroni.

COME VERIFICARE IL FUNZIONAMENTO DEL NANOPROCESSORE SKUDO®?
Scrive Nicola Limardo nel testo: “Tecnologia Quantistica” edito da Anima Edizioni: “Per osservare la funzione del nanoprocessore Skudo®, è sufficiente uno “spettrofotometro”: si tratta di un apparecchio in grado di “vedere”, anche in modo indiretto, gli effetti di un campo elettromagnetico generato, per esempio, da un telefono cellulare sulla materia.

Esiste anche un metodo diretto di “osservazione”, che comporta l’impiego di una strumentazione molto sofisticata presente nei centri ospedalieri più attrezzati: si tratta della PET con utilizzo del liquido di contrasto, che permette di evidenziare il quantitativo di glucosio presente nel cervello. I risultati ottenuti sono consultabili anche su internet (riferimento studio del National Institute of Helath di Bethesda, USA, pubblicato nel 2011 su Jama - Journal of the American Medical Association). I risultati ottenuti dimostrano che, durante una telefonata, si ha in corrispondenza della parte del cervello più vicina alla posizione del telefonino, un aumento abnorme di glucosio (unico alimento di cui si nutre il nostro Sistema Nervoso Centrale), mentre se non telefoniamo tutto questo non avviene!”. (…)

Skudo®wave “ … va a “informatizzare” gli atomi dell’apparecchiatura con i quali viene a contatto direttamente e, poi, tutti gli altri atomi immediatamente vengono “informatizzati” dai primi; si utilizza quindi l’effetto di trasmissione “a cascata”. Ecco perché, per esempio, quando si applica un nanoprocessore Skudo® su un angolino del computer, immediatamente tutta la “massa” ne assume gli “ordini”. Tale sistema è meglio definito scientificamente “a cascata quantica”. Così operando, facciamo in modo che gli elettroni presenti nella materia che compone il telefonino non diventino caotici e, per quanto è possibile, tendano a essere in equilibrio con le Leggi Fondamentali della Natura”.

PERCHÈ LE CASE PRODUTTRICI DI CELLULARI NON INSERISCONO SKUDO®WAVE ALL’INTERNO DEI LORO TELEFONI?
Quando Edil Natura ha fatto testare il nanoprocessore Skudo® negli Stati Uniti, due giganti della telefonia si sono interessati al prodotto al punto da portarlo ad una grossa fiera a Los Angeles: le reazioni del pubblico sono state entusiastiche. A seguire è intervenuto lo studio legale di queste compagnie che ha sconsigliato l’applicazione nei telefoni del nanoprocessore Skudo®  in quanto lo stesso risultava “in grado di ridurre notevolmente il danno al DNA emesso dal cellulare” e, applicandolo all’interno, significava confermare tutto ciò da parte di chi generava il danno, ossia i produttori di telefonini (anche se dal canto loro si erano tutelati inserendo nel foglio illustrativo la precauzione di tenere il cellulare ad almeno 1 cm dal corpo).
Vi era quindi il rischio di una Class Action da parte di tutti coloro che avevano acquistato il telefonino. È stata allora esaminata la possibilità di modificare la dicitura da “danno” a “disturbo” ma, dato che i certificati parlavano chiaro, ossia di “danno”, confermato anche dalla PET,  il rischio era troppo alto.

SIAMO QUOTIDIANAMENTE IMMERSI NELLE ONDE ELETTROMAGNETICHE, PERCHÈ PREOCCUPARCI DI QUELLE EMESSE DAI CELLULARI?

Il telefonino lo appoggiamo all’orecchio quando telefoniamo mentre gli altri dispositivi (ad esempio le radio) non sono a contatto con la testa: il vero pericolo è dato dal fotone di tipo gamma che ha una “gittata” di alcuni millimetri (ecco perché i produttori scrivono di non tenere addosso il telefonino).
Anche se siamo immersi in un campo elettromagnetico, i fattori veramente nocivi per la nostra salute sono la vicinanza della fonte al nostro corpo (specie la testa, il cuore e gli organi genitali), la dose di radiazione elettromagnetica e il tempo di esposizione.

SUL MERCATO SE NE SONO GIA’ VISTI DI PRODOTTI CHE SI PROPONEVANO IN MODO ANALOGO PER POI RIVELARSI DEI FLOP
L’azienda produttrice Edil Natura, senza avere conseguenze di alcun tipo, vende dal 2008 un prodotto che, come dichiara a chiare lettere, “è in grado di ridurre il danno al DNA che può essere generato dal telefonino”. Se ciò non fosse vero gli organi di controllo competenti avrebbero già bloccato il prodotto e invece, ad esempio, i NAS di Torino nel gennaio del 2014 si sono complimentati con Edil Natura dopo aver effettuato un controllo proprio su questo prodotto e averne verificato la serietà.
Nessun produttore di telefonini si è mai lamentato per il danno di immagine quando sul mercato è comparso Skudo®Wave. Se il danno al DNA fosse una bufala, il prodotto non potrebbe essere venduto perché si tratterebbe di una truffa; al contrario il nanoprocessore Skudo® esiste anche nel settore medicale e tanti medici non sanno che il bisturi che usano sono dotati di questo processore che li protegge mentre operano.


In conclusione, grazie alle scoperte di Nicola Limardo, è oggi possibile utilizzare il cellulare (l’Ipad, il PC, …) in tranquillità e Skudo®Wave, 100% Made in Italy, diventa come il casco che si indossa per andare in motocicletta o la cintura che si allaccia per viaggiare in automobile.
La moderna tecnologia è una valore aggiunto alla nostra vita e gli strumenti di cui disponiamo sono i mezzi che, in tutta serenità, possono migliorarci l’esistenza se adoperati con l’ausilio di qualche accortezza.

Skudo®Wave è acquistabile
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